
Giancarlo Fisichella ha vissuto un weekend fantastico, finendo domenica pomeriggio "meglio di tutti gli altri", ad una certa distanza dalle Ferrari che hanno dominato, ma dopo aver respinto gli attacchi della Toyota. È stata una prestazione eccezionale, prestazione che però andava descritta in termini relativi, vista la dimostrazione di forza da parte della Ferrari - come Fisico stesso ha ammesso.
Eppure questa "teoria della relatività" da paddock non rappresenta una notizia del tutto negativa per i ragazzi della Renault. Pensando al 2005, non conquistarono alcun punto in Nord America, mentre, nel 2006, ne hanno collezionati ben 25 rispetto ai 30 della Ferrari. L'obiettivo era di venir fuori da queste due gare con un margine in campionato solido e stabile - esattamente come è avvenuto. Dodici mesi fa, il team vantava un vantaggio di 18 punti nel campionato costruttori rispetto alla McLaren; mentre nel 2006 il gap è cresciuto a 26 punti. Il bilancio di affidabilità del team ha raggiunto il 95% (19 arrivi su 20 partenze) rispetto al 65% del 2005 (13 arrivi su 20 partenze) ed una Renault è salita sul podio per 16 gare consecutive - in ogni Gran Premio da quello dell'anno scorso in Turchia.
Quindi abbiamo posto questa domanda a Pat Symonds: la prestazione di Indianapolis è un segno che le cose sono cambiate nel 2006? "Non credo", ha spiegato. "Non c'è nessun compiacimento alla Renault e studieremo in grande dettaglio ciò che è avvenuto questo weekend. Ma dall'essere meno veloci di noi la settimana scorsa in Canada, questo weekend ad Indianapolis la Ferrari è diventata all'improvviso velocissima - e praticamente con lo stesso pacchetto motore-telaio. Abbiamo sempre detto per tutto l'anno che l'equilibrio della competitività si sposterà di gara in gara, a seconda di chi trova le migliori soluzioni, particolarmente nell'adattamento degli pneumatici ai circuiti e alle condizioni. Questo weekend i nostri avversari hanno fatto il lavoro migliore - proprio come abbiamo fatto noi con la Michelin nella maggior parte degli altri circuiti quest'anno".
Questa rappresenta quindi una svolta per il campionato? "Penso sia importante guardare le cose in prospettiva", ha concluso Symonds. "Indianapolis è un circuito insolito con alcune caratteristiche uniche. Nel 2005, la parte peggiore del nostro campionato fu proprio quella in Nord America. Quest'anno, ne usciamo con 25 punti. Siamo stati battuti questo weekend e a nessuno del team piace perdere. Ma siamo pronti a batterci. Abbiamo un programma di sviluppo molto aggressivo per le prossime gare e speriamo di essere molto più competitivi in Francia, una gara di casa per noi e per la Michelin. Mi aspetto che le cose tornino alla normalità a Magny-Cours... il che significa una lotta serrata ed interessantissima tra noi, la Ferrari e la McLaren".