La Formula 1 è stata fortunata di evitare fatalità nell'ultimo decennio. Il presidente della FIA Max Mosley ha dichiarato al Sunday Mirror che, anche se la sicurezza è migliorata, la massima serie dell'automobilismo non dovrebbe dare nulla per "garantito".
"Siamo molto grati che sia passato molto tempo dall'ultima tragedia in Formula 1", ha detto Mosley, riferendosi alla tragica perdita della leggenda Ayrton Senna.
In quel tragico weekend di Imola del 1994 perse la vita anche l'esordiente Roland Ratzenberger. "Dobbiamo riconoscere di essere stati fortunati, e non possiamo essere certi che lo saremo anche in futuro", ha avvertito il capo dell'organo di governo della F1.
Dal 1994, la F1 ha intrapreso programmi rigorosi per il miglioramento della sicurezza in tutte le aree, incluse la progettazione delle vetture, dell'equipaggiamento e dei circuiti. "Abbiamo centrato quell'obiettivo", ha proseguito l'inglese.
"Ma ci sono stati casi negli ultimi anni in cui siamo stati molto fortunati a non aver avuto morti", ha aggiunto.
Mosley ha citato in particolare l'incidente di Takuma Sato in Austria 2002 e, un anno prima, il grande schianto a Spa che fortunatamente Luciano Burti ha lasciato con le sue gambe. "Sarebbero potuti essere incidenti molto più seri", ha concluso il boss della FIA.
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