Notizie Formula 1
Byrne presenta la sfida aerodinamica di Indy
18 Giugno 2004 |
| Rory Byrne con Schumacher |
Poiché solo pochi giorni separano il Gran Premio del Canada da quello degli Stati Uniti, i meccanici della Scuderia Ferrari Marlboro non hanno avuto il tempo di effettuare sostanziali modifiche sulle F2004 che Michael Schumacher e Rubens Barrichello utilizzeranno questo weekend a Indianapolis.
Come sempre, a prescindere dalla messa a punto delle vetture in vista della gara, gli ingegneri studieranno i dati provenienti dalle scorse gare per stabilire il migliore assetto in termini di motore, sospensioni e aerodinamica: La pista di Indy rappresenta una sfida piuttosto impegnativa da questo punto di vista: il tracciato vanta uno dei rettilinei piu' lunghi e le vetture viaggiano alla velocita' massima per ben 20 secondi. Le monoposto necessitano di ali il piu' possibile ridotte per ridurre la resistenza lungo il rettilineo, ma di ali piu' grandi per affrontare la sezione tortuosa del tracciato.
L'assetto aerodinamico della F2004 e' il risultato di ore di sperimentazioni presso la Galleria del Vento di Maranello. In poche parole, in una galleria del vento si soffia aria sula vettura, mentre appositi sensori raccolgono i dati per controllare la resistenza aerodinamica delle varie parti delle monoposto alla forza dell'aria. Ma, come spiega Rory Byrne, l'espressione comunemente usata 'mettere la monoposto in galleria del vento' non e' appropriata: 'L'area di lavoro permette di effettuare test su vetture a grandezza naturale, ma questa soluzione e' spesso scomoda, quindi si effettuano solo un numero limitato di test in questo modo' - spiega il progettista sudafricano - 'la maggior parte del lavoro di sviluppo viene effettuato su modelli in scala 1:2'.
La Galleria del vento, progettata dal famoso architetto Renzo Piano, e' in uso 24 ore su 24. 'L'intero dipartimento Aerodinamica e' ospitato nell'edificio della Galleria del Vento' - continua Byrne - 'Ci sono circa 50 persone impegnate nella ricerca, compreso chi conduce gli esperimenti, chi porta avanti il lavoro teorico, chi disegna le parti per il modello della galleria e i tecnici che effettivamente assemblano le parti. Si tratta di un'unita' autosufficiente'.
Sebbene le leggi della fisica non cambino, il flusso d'aria attorno ad una moderna vettura da corsa e' estremamente complesso. 'Non penso ci sia una singola persona sulla terra che possa dire di conoscere veramente ogni aspetto del flusso aerodinamico' - ammette Byrne - 'Ci sono cosi' tante parti sulla vettura la cui forma puo' essere cambiata per influenzare l'aerodinamica, che il livello di miglioramento e' pressoché infinito. Si arriva cosi' alla conclusione che, utilizzando in modo appropriato gli strumenti, maggiore e' lo sviluppo aerodinamico, maggiore e' la velocita' raggiungibile dalla monoposto. E, se le regole rimanessero fondamentalmente le stesse di ora, non ci vedo limiti in futuro allo sviluppo aerodinamico.
Quali misurazioni vengono fatte, esattamente, in una galleria del vento, che incidono sulla performance della vettura? 'Lo strumento di misurazione piu' importante che abbiamo e' una bilancia per le forze e i 'momenti' sulla vettura, creati dal flusso d'aria'- rivela Byrne -'Misuriamo la forza verticale, la resistenza, una forza longitudinale e misuriamo anche la forza laterale quando siamo in curva. La combinazione delle informazioni di forza e pressione ci dira' se un componente e' piu' efficiente aerodinamicamente e selezioniamo i componenti in base ai miglioramenti nei livelli di efficienza che si producono nella galleria del vento'.
Anche se carrozzeria e ali sono i piu' banali esempi del lavoro sull'aerodinamica, la scienza va piu' in profondita', visto che il flusso d'aria va sotto, attraverso e tutto intorno alla vettura. 'Abbiamo bisogno di usare la galleria del vento per convalidare ogni teoria' aggiunge Byrne. 'Nessuna parte viene messa sulla macchina senza essere stata testata in galleria del vento. Ma, al di la' di questi test e delle varie tecniche di calcolo, ci sono le idee e lo sviluppo di idee. A volte viene condotto un esperimento e si arriva ad un risultato inaspettato: cio' puo' portare in una nuova direzione. Bisogno mantenere la mente aperta per tutto il tempo'.
'Il lavoro si basa tutto sull'ottimizzare ogni singolo componente della vettura per funzionare come un tutt'uno' - conclude Byrne - Per esempio, se togli ogni componente dalla nostra macchina e lo inserisci nella macchina di un'altra squadra, andrebbe peggio di prima perché il singolo componente non era integrato con il resto. Voglio enfatizzare che la cosa piu' importante e' far funzionare bene tutti i componenti insieme. Cio' non riguarda solo l'aerodinamica ma si riferisce alla vettura completa'.
Il Gran Premio degli Stati Uniti di quest'anno sara' il quinto ad Indianapolis, cosi' il team Ferrari sa cosa aspettarsi dal tracciato. Comunque, c'e' una modifica significativa quest'anno ed e' la data: fino ad ora la corsa e' sempre stata in settembre, ma in giugno le squadre potrebbero sperimentare temperature considerevolmente piu' elevate e cio' andra' ad impattare su diversi aspetti delle prestazioni, inclusi motore, freni e gomme. Avendo vinto tre dei quattro eventi disputati qui nel passato, la Scuderia Ferrari sentirsi ragionevolmente fiduciosa per questo week-end.
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