Formula 1
27 Novembre 2009

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Peter Sauber: "La C24 deve migliorare"

03 Marzo 2005

Nei test effettuati sinora, Sauber Petronas non ha ancora convinto completamente. La distanza dalle vette della classifica sembra essere anzi aumentata rispetto alla fine della scorsa stagione, allorché lo scarto dai top team si era ridotto a mezzo secondo. E Jacques Villeneuve continua a mantenere una velocità inferiore al suo compagno di squadra Felipe Massa. "Il distacco tra i due è a volte così grande che faccio fatica a spiegarmelo", confessa il capo scuderia Peter Sauber nella in un'intervista rilasciata all'emagazine di Credit Suisse, sponsor principale del team. Ma Sauber è certo che sia il pilota canadese che la nuova vettura riusciranno a fare netti progressi per l'inizio della prossima stagione. 

Peter Sauber, prima del roll out della nuova vettura, a metà gennaio, si respirava una grande fiducia alla Sauber. Come si prospetta ora la situazione, a poche settimane dall'inizio della stagione a Melbourne?
Ognuno, nel nostro team, la vede in modo diverso. C'è chi è euforico e chi invece va incontro alla stagione con sentimenti contrastanti. Certamente non ho nulla da obiettare sull'allegra esuberanza di alcuni, non può che portare una ventata di slancio nell'azienda. Ma bisogna essere sempre molto prudenti con le previsioni. Un anno fa siamo entrati in gara con una buona vettura, eppure nella prima corsa la distanza fu di circa 1,8 secondi dalla Ferrari - che è tanto. Alla fine dell'anno era mezzo secondo. E allora per questa stagione ci siamo posti un traguardo molto alto. Se riusciremo ad arrivarci, si vedrà. Anche se al momento sembra ancora lontano.  

La C24 è la prima auto interamente approntata nella galleria del vento di Hinwill. Siete soddisfatti di questa nuova creatura?

Sarò del tutto soddisfatto quando lo saranno anche le mie aspettative. Ma sono fiducioso, possiamo farcela: è solo una questione di tempo.  

Per il momento sono tutti concentrati sui tempi realizzati durante i test, dove sinora Sauber Petronas non ha brillato molto. Per arrivare in cima nei parziali mancano ancora parecchi secondi. In che misura li si può considerare come valori nominali?
Dire "parecchi secondi" è più che esagerato! (ride). È circa un secondo che ci separa dalla cima, se si prendono le performance del primo giro. Se si fa riferimento ai tempi medi di percorrenza del circuito, allora le differenze sono varie. Inoltre, il confronto è estremamente difficile, perché non si può mai sapere quanto carburante ha a bordo la concorrenza. Per il momento McLaren e Renault sembrano condurre il gioco. Ma se si scende nella tabella, si incontrano a un certo punto anche le Toyota, che pure hanno dato buona prova di sé nei tempi. E si capisce allora che bisogna andarci piano con l'interpretazione dei tempi conseguiti nelle prove.  

Toyota è uno dei diretti concorrenti di Sauber Petronas. Non la preoccupano le brevi distanze che le separano nei test?

Avremmo bisogno di un confronto diretto, che finora non abbiamo avuto. Solo confrontandoci direttamente potremmo fare affermazioni a buon titolo. Sostanzialmente prendiamo molto sul serio la Toyota e nutriamo anche moltissimo rispetto verso il suo team. Toyota è al suo quarto anno e, se penso alle sue potenzialità, c'è davvero da tenerla d'occhio.  

Tra i due piloti della Sauber, è Felipe Massa che finora ha avuto praticamente sempre la meglio. Come lo spiega?
In realtà non è facile nemmeno da comprendere, figuriamoci da spiegare. A volte il distacco era davvero incomprensibile, alla luce della velocità di guida dei due piloti. Perché Jacques Villeneuve ha dato prova anche di recente di appartenere ai più veloci. Basta prendere le ultime tre gare della scorsa stagione, quando Villeneuve era alla guida della Renault. Nonostante non conoscesse la vettura, sin dall'inizio la distanza da Fernando Alonso, un pilota molto veloce, era piuttosto esigua. Nell'ultima qualificazione a Suzuka, Villeneuve si è dimostrato perfino più veloce di Alonso.  

E com'è la situazione sul piano personale? I due piloti sono diventati amici, nonostante le disparità?

Suppongo - anzi credo - che non diverranno mai amici. Ma tra l'altro non è necessario. Le amicizie nella Formula 1 sono piuttosto rare. Non è proprio quello a cui aspiriamo. È invece molto più importante, nell'interesse di tutto il team, stringere una buona collaborazione professionale.  

Al contrario della Renault o della McLaren, la Ferrari non sembra ancora andare a pieno regime. Molti osservatori profetizzano già un grosso sovvertimento in cima alla classifica. A ragione?

Non credo. Alla fine la rossa sarà sempre tra i primi.


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