Formula 1
22 Novembre 2009

Notizie Formula 1

Botta e riposta con Enrique Bernoldi

11 Aprile 2005

Enrique Bernoldi, collaudatore ufficiale della B.A.R Honda, ha dedicato un po' del suo tempo per parlare degli ultimi test, del suo ruolo all'interno del team e delle ambizioni per il futuro attraverso le pagine del sito ufficiale della propria squadra.

Q. Com'è andato il tuo ultimo test al Paul Ricard?
EB: È andato bene e sono riuscito a completare l'intero piano di lavoro previsto. Ho guidato la monoposto provvisoria (la B.A.R Honda 067) e il mio programma consisteva nel provare le mescole per le gare del Bahrein e di Imola.

Q. Hai compiuto un numero record di giri in una giornata, parlacene un po'.
EB: Sì, ha completato la bellezza di 176 giri in un solo giorno! Devi essere pronto mentalmente per rimanere così a lungo in pista ed è stato un bel banco di prova per la mia condizione fisica. Ho dato il massimo e sono molto soddisfatto del risultato finale.

Q. Come ti prepari dal punto di vista psicologico e fisico?
EB: La buona forma fisica è imprescindibile. Occorre allenare il collo affinché i muscoli siano in grado di resistere alle sollecitazioni per tutto quel tempo, poi devi avere percorso già un discreto numero di chilometri in pista. Negli ultimi tempi, sono stato impegnato in molti test e quindi ero preparato fisicamente e concentrato mentalmente. Il mio allenamento prevede molto lavoro cardio-vascolare, un po' di pesistica in palestra, ma soprattutto mi dedico alle macchine per gli esercizi cardio e per il collo che consentono di mantenere il tono muscolare. Mi alleno costantemente e, una volta che il fisico risponde bene, ci si rende conto di quali sono le aree cui dedicarsi in particolare e ora, viste le uscite lunghe cui sono chiamato per i programmi sulle gomme, il collo è senza dubbio la parte più importante da tenere in forma.

Q. Come è evoluto il tuo ruolo di tester dallo scorso anno?
EB: Sono arrivato alla B.A.R Honda poco prima delle ultime tre gare del 2004 e tutto era nuovo per me, quindi all'inizio ho dovuto prendere confidenza con la macchina e prepararmi fisicamente, visto che ero lontano dalla F1 da alcuni anni. Ora, posso andare in pista e tenere da subito un ritmo alto. Il mio compito adesso è di lavorare a parti più specifiche dei programmi dei test, in quanto conosco benissimo la macchina.

Q. Come viene portato avanti il programma dei test con la concept car?
EB: Disponiamo del retrotreno della nuova macchina e della simulazione dei requisiti di carico aerodinamico di quest'anno per la B.A.R Honda 067. È più difficile da guidare rispetto alla macchina dello scorso anno, visto fra l'altro che stiamo provando anche gomme dalle mescole dure.

Q. Considerando la proposta di ridurre le giornate di test a 30, il tuo programma di prove diventerà ancora più intenso?
EB: Penso che il test del Paul Ricard dia l'esatta misura di quanto il carico di lavoro nelle giornate di prove sia aumentato! A dire il vero, poi, non si tratta unicamente della quantità di lavoro, quanto dell'attenzione scrupolosa al piano giornaliero in modo da non sprecare tempo utile di prova in nessuna fase del programma. I test saranno organizzati in modo sempre più efficiente, visto che il tempo a disposizione per girare sarà sempre minore.

Q. Qual è la pista di collaudo che preferisci e perché?
EB: Penso che sia il Mugello, in quanto è simile a Suzuka con la successione di curve veloci e poi perché è un tracciato non pianeggiante. La pista più impegnativa dal punto di vista fisico penso invece che sia quella di Barcellona, con molte curve destrorse ed elevate forze di accelerazione laterale. Jerez è invece il circuito sul quale ho provato di più in assoluto con la B.A.R Honda, quindi è quella dove trascorro la maggior parte del tempo. Mi piace però provare su nuovi circuiti, in modo da potere spezzare la routine del programma di prova con stimoli nuovi.

Q. Devi imparare a fornire ai tecnici il feedback che si aspettano da te?
EB: Si deve imparare a comunicare con i tecnici nel modo più efficace, è importantissimo. Occorre riuscire a esprimere ciò che si vuole dalla macchina e a comunicare come questa si comporta, affinché i tecnici possano poi utilizzare le informazioni e i dati raccolti dalla sessione di prove per il costante miglioramento della macchina.

Q. Descrivici il tuo lavoro in una sessione di prove.
EB: Le giornate di prove sono molto lunghe e quindi il sonno è importantissimo; infatti, durante i test, mi alzo il più tardi possibile. Arrivo al circuito circa 15 minuti prima della riunione dei tecnici alle 07.45 e consumo una rapida colazione. Dopo il briefing, mi sottopongo a un massaggio, soprattutto del collo e delle spalle, poi sono pronto a salire in macchina alle 08.50 e a uscire dal box alle 09.00, quando inizia la sessione. Pranziamo generalmente allo stesso orario, ma se occorre proseguire per coprire il numero di chilometri richiesto, allora vado a tavola più tardi. Riprendo poi il test nel pomeriggio, partecipo a un'altra riunione con i tecnici, rilasso i muscoli con un altro massaggio e, dopo l'ultimo briefing tecnico, vado a cena. Se tutto è andato bene, terminiamo circa alle 20.00, quindi la giornata di lavoro è davvero molto lunga!

Q. Quali sono i tuoi obiettivi professionali per il 2005?
EB: Per carattere, sono una persona che si responsabilizza moltissimo. Cerco di fare al meglio tutte le cose e mi piace migliorarmi fino al massimo delle mie possibilità. La B.A.R Honda è il team migliore in cui sia stato nella mia carriera e conduco i test in modo così professionale da imparare cose nuove ogni giorno. Per questa stagione, mi sono inoltre trasferito nel Regno Unito per essere sempre a contatto con il team e concentrarmi al meglio sul ruolo di collaudatore. Il mio obiettivo è essere sempre più impiegato nei test, riuscire con continuità a effettuare l'elevato numero di giri che sto compiendo in questo periodo ed essere il più veloce possibile. Insomma, se la squadra avrà bisogno di me, devo essere pronto e preparato a qualsiasi impegno.

Q. Come trascorri il tuo tempo lontano dalle sessioni di prova?
EB: Mi dedico all'allenamento e al riposo. Cerco di bilanciare le due cose, soprattutto nella parte centrale della stagione. Faccio attenzione a ciò che mangio e cerco di mantenermi in salute, poi quando posso raggiungo la mia famiglia e gli amici in Brasile.


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