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De Ferran: "Un'opportunità incredibile"
13 Aprile 2005Gil de Ferran ha assunto l'incarico di Direttore sportivo alla Lucky Strike B.A.R Honda all'inizio di questa settimana. In qualità di due volte campione della Champ Car e di vincitore della 500 miglia di Indianapolis, il brasiliano ha già raggiunto molti dei suoi obiettivi nelle competizioni automobilistiche e ora si tuffa con entusiasmo nella nuova esperienza in Formula Uno.
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Sei felice di essere approdato alla Lucky Strike B.A.R Honda?
"Questa è un'opportunità incredibile per migliorare e progredire dal punto di vista personale e della carriera. È proprio il tipo di incarico che avevo in mente per quando mi fossi ritirato dalle corse. Naturalmente, negli Stati Uniti lascerò amici e colleghi, ma si tratta davvero di una grande sfida per la mia carriera, un passo in avanti e verso l'alto."
Ti mancava forse l'atmosfera competitiva della pista ed è stato per questo che hai lasciato la cabina del commentatore per tornare alle corse?
"Assolutamente sì. Una cosa che ho capito con certezza nel corso dell'ultimo anno è che nel cuore sono rimasto un pilota. Mi manca l'aspetto della competitività. Quando ho smesso di correre, non volevo abbandonare completamente questo sport. In questo ultimo anno, lo spirito competitivo non mi ha abbandonato. Non voglio dire con ciò che intendessi scendere nuovamente in pista. Penso quindi che questo ruolo sia la perfetta risposta alle mie esigenze emotive e intellettuali."
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Quanto di questa scelta dipende dal tuo desiderio di sfruttare l'esperienza tecnica e di tornare a vivere l'aspetto competitivo?
"Beh, il mio interesse per le corse è stato altissimo sin dall'inizio. Naturalmente, mi piace guidare, amo le corse, ma non di meno le macchine. Persino quando il mio interesse per la guida cominciò a calare nel mio ultimo anno, tanto che arrivai ad abbandonare il ruolo di pilota, la mia attenzione per il resto del mondo delle corse rimase alta. Penso di avere accumulato esperienze diverse nel corso degli anni in questo sport, sia come pilota, sia in altri ruoli, compreso quello tecnico. Se tutto procede bene, con il tempo riuscirò sempre più a offrire il mio contributo al team, anche se penso che il mio ruolo sia più legato agli aspetti sportivi o comunque associati alle corse e meno alle questioni tecniche."
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| De Ferran con Coulthard |
Molti anni fa ti sarebbe piaciuto approdare alla Formula Uno. Hai la sensazione di una carriera incompleta per non esserci riuscito?
"Per niente. Ho avuto moltissime soddisfazioni nella mia carriera di pilota, soprattutto nell'ultimo periodo al Team Penske, nel quale sono riuscito a vincere molte gare e campionati e, soprattutto la 500 miglia di Indianapolis. Ho chiuso la mia carriera alla fine del 2003 sentendomi molto soddisfatto, felice di quanto ero riuscito a fare e per niente amareggiato riguardo alcunché. Per quanto riguarda la Formula Uno, essa ha sempre esercitato un grande fascino su di me, da quando ero bambino e guardavo Emerson Fittipaldi duellare con Jackie Stewart all'inizio degli anni 1970 e non è certo un segreto che, al mio arrivo in Europa, desiderassi diventare un pilota di Formula Uno. La mia carriera ha poi seguito un percorso diverso, ma è stata altrettanto appagante. Il ruolo che sto occupando ora non ha niente a che fare con qualcosa lasciato a metà, con un sogno incompiuto. È una nuova esperienza ed è una grande opportunità."
Qual è il primo compito cui sarai chiamato?
"Dovrò per prima cosa osservare e ascoltare molto. Penso che la peggior cosa che potrei fare è cambiare le cose nel breve termine. Naturalmente, la B.A.R Honda è giunta seconda nel campionato lo scorso anno con la maggior parte delle persone tuttora in organico. Devo prima pensare a inserirmi nel team. Dapprima, mi limiterò quindi a osservare e a raccogliere informazioni poi, se tutto va bene, nel tempo, il mio contributo aumenterà. Per ora, il mio piano nell'immediato è essere presente al test del Paul Ricard questa settimana."
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Conosci Jenson Button, vero?
"Certo, lo considero uno dei migliori piloti attualmente in circolazione e credo abbia il potenziale non solo per vincere delle gare, ma anche di arrivare al titolo mondiale. È molto fortunata la B.A.R Honda ad averlo come pilota e, per quanto mi riguarda, non vedo l'ora di iniziare a lavorare con lui. La prima cosa che farò è di conoscerlo meglio, infatti lo scopo principale della mia presenza al Paul Ricard questa settimana è appunto imparare a conoscere tutto il team. Intendo trascorrere molto tempo non solo con Jenson, ma anche con Takuma Sato e con i collaudatori. Ritengo che non si possa essere efficaci se non si conoscono a fondo le persone con cui si lavora."
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| De Ferran vince a Indianapolis |
Per riprendere le tue stesse parole, questa è una grande sfida; cosa provi? È come essere alla partenza della 500 miglia di Indy?
"Hai perfettamente colto nel segno. È sicuramente una grandissima svolta nella mia vita e a livello professionale. Nel corso delle ultime settimane, ho provato tantissime emozioni. Sento una grande eccitazione, naturalmente e spero che questo possa essere l'inizio di un'altra carriera."
Per finire, quanto pensi sarà difficile passare dalle macchine Indy a quelle di F1?
"Sono sicuro che sono molti gli aspetti di un team di F1 che non conosco ed è proprio lì che sta la sfida. D'altro canto, però, sento di avere accumulato tutta l'esperienza necessaria nel corso di questi anni. Incontrerò poi moltissime difficoltà che in questo momento non riesco neppure a immaginare ma, in fondo, sono altrettante le caratteristiche e gli ingredienti del mondo delle corse che ritroverò anche qui. Questo incarico corrisponde decisamente al tipo di ruolo che desideravo. Mi sento pronto e sarà il tempo a dire se lo avrò svolto al meglio."
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