Formula 1
28 Novembre 2009

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Symonds: "Molto ottimismo nell'aria"

07 Giugno 2005

L'Executive Director of Engineering del Team Renault F1, Pat Symonds, è convinto che il team vada in Canada per vincere. Ecco il perché...

Pat, il team è in testa alla classifica del Campionato costruttori, con un vantaggio di 23 punti dopo sette gare. Significa che la pressione comincia a farsi sentire?
Penso che nella Formula 1 tutti si sentano sotto pressione, per tutta la stagione, fino al momento in cui viene fissata definitivamente la propria posizione. Certamente, però, cambia il modo in cui si affronta la pressione: l'anno scorso eravamo sicuri della nostra terza posizione e sapevamo quindi che, per cercare di raggiungere la BAR, dovevamo comportarci in maniera avventurosa in ogni settore. Quest'anno abbiamo percorso poco più di un terzo della stagione e abbiamo un vantaggio ragionevole nel campionato, ma è ben lontano dall'essere inattaccabile. Forse in alcune nostre scelte c'è un po' di prudenza in più, perché non possiamo permetterci di fare errori, ma allo stesso tempo non possiamo concederci il lusso di pensare in maniera troppo attendistica, poiché un solo ritiro, mentre i nostri avversari conquistano punti, potrebbe ribaltare la situazione — come è accaduto alla McLaren nell'ultimo Gran Premio. In una stagione lunga come questa, con il numero di gare che ci aspettano nei prossimi due mesi, tutto può stravolgersi nello spazio di un paio di settimane. Anche dopo Canada e USA, non avremo ancora raggiunto la metà della stagione e ciò significa che dobbiamo continuare a spingere per tutta l'estate per proteggere, e possibilmente ampliare, il nostro margine di vantaggio.

Il risultato del Nürburgring ha rappresentato una bella ripresa. È stata, questa, fonte di soddisfazione?
Sì, il risultato in Germania è stato particolarmente soddisfacente. Qualsiasi buon esito porta un po' di soddisfazione, ma questa è più grande perché arriva dopo un risultato scarso e rivela il vero carattere del team. Quando le cose vanno male, è facile avere reazioni incontrollate. Abbiamo analizzato accuratamente ciò che era avvenuto a Montecarlo, siamo stati onesti con noi stessi ed abbiamo messo in atto una forte riscossa. Questo ci riempie di soddisfazione.

Quando si tratta di riprendersi, Giancarlo ha avuto la sua bella dose di problemi da superare nelle prime sette gare...
Questo è vero ed è una preoccupazione per noi. Tuttavia, non credo che sia corretto vedere tutto questo come una tendenza. È stata una sequenza di inconvenienti isolati e, dal nostro punto di vista, essi sono problemi di affidabilità che dobbiamo risolvere, perché avrebbero potuto facilmente interessare entrambe le vetture, lasciandoci in una posizione più debole nel campionato. Ma, analizzando le gare di Giancarlo, penso che esse siano state tra le migliori dell'anno: le prestazioni in Spagna e al Nürburgring sono state fantastiche e piene di carattere. In Germania, egli aveva indubbiamente una buona strategia, ma da sola questa non ti fa guadagnare posizioni — bisogna far funzionare la strategia, e Giancarlo lo ha fatto con un risultato notevole.

Guardando al resto della stagione, ci si è molto preoccupati, nelle ultime settimane, della gestione degli pneumatici. Sarà questa la chiave per potersi battere per la conquista del campionato?
La gestione degli pneumatici sarà importante, come abbiamo detto che sarebbe stato fin dallo scorso inverno, ma il fattore principale sarà costituito dall'affidabilità. L'anno scorso, abbiamo perso molto del nostro slancio con i ritiri in Canada ed un arrivo con soltanto una macchina a Indianapolis, quando invece avremmo dovuto essere molto forti. Questo fatto ha condizionato la nostra stagione e le stesse considerazioni varranno quest'anno. Quando si ha una gara con pochi punti conquistati a causa di problemi di affidabilità, ed i propri avversari ne guadagnano molti, è allora che si viene veramente puniti.

Infine, quale sarà l'approccio del team in Canada?
Andiamo lì per vincere. Penso che questo team sappia come far funzionare una monoposto a Montreal. Storicamente, su questo circuito abbiamo avuto molti successi. L'efficienza aerodinamica è molto importante — minimizzando la resistenza ed, allo stesso tempo, ottenendo il giusto livello di effetto suolo. Inoltre, il circuito richiede una buona trazione, cosa che abbiamo, anche perché, dopo Montecarlo, abbiamo capito molte lezioni importanti su come gestire questo particolare. Entrambi i nostri piloti gradiscono il circuito e quindi c'è molto ottimismo nell'aria.


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