Formula 1
30 Novembre 2009

Notizie Formula 1

Sauber: "Un disastro inutile"

20 Giugno 2005

Neppure dopo l'insolita corsa di Indianapolis, nel programma giornaliero di Peter Sauber non mancano il sigaro d'obbligo e la torta di mele con panna. Il capo scuderia non dà però l'impressione di godersi né l'uno né l'altra. "Quello che è avvenuto oggi è un autentico dramma e un'offesa agli spettatori", si sfoga Peter Sauber ai microfoni di Credit Suisse, sponsor principale del suo team. La mancata partecipazione alla corsa della sua squadra e degli altri sei team Michelin è dovuta a motivi di sicurezza, ma anche al fatto che la FIA - massima istanza nella Formula 1 - ha bocciato tutte le proposte dei team, che avrebbero consentito lo svolgimento di una gara regolare.

Peter Sauber, com'è il morale dopo questa strana corsa di Formula 1?
Peter Sauber: Il morale è a terra. Per me la corsa non è stata strana, è stata un dramma. Dobbiamo scusarci con gli spettatori presenti e con i milioni di telespettatori che seguono da casa la Formula 1, perché questi fans sono per noi molto importanti. 

In conclusione, che cosa ha portato al ritiro di tutti i team Michelin dalla gara?
Dopo l'incidente relativamente grave accaduto venerdì a Ralf Schumacher, la Michelin ha constatato che si è trattato di un problema di gomme e ha disposto un'indagine immediata. Da questa è risultato che con queste gomme non avremmo potuto partecipare alla gara, a meno che non venisse tagliata la parte ad alta velocità. Per noi era ovvio che si dovesse accettare questa proposta.

È stato rilevante che negli Stati Uniti vigono regole relativamente severe in materia di sicurezza e di responsabilità civile?
No, avremmo reagito nello stesso modo in qualsiasi altro paese. La sicurezza dei piloti è sempre al primo posto e questo vale per tutte le squadre. Eravamo inoltre concordi che con queste gomme non avremmo potuto partecipare, a meno che non venissero apportate delle modifiche al percorso. Del resto, sarebbe bastato un piccolo cambiamento: l'inserimento di una chicane prima della curva 13, una soprelevata. Si sarebbe così ridotto la difficoltà dell'intero tracciato e soprattutto le velocità di punta. Se fosse successo ugualmente un incidente, il rischio per il pilota sarebbe stato contenuto o comunque non superiore a quello di ogni altra corsa.

Perché questa misura non è stata realizzata?
Insieme a tutti gli altri team Michelin abbiamo presentato questa proposta alla FIA che però ha rifiutato la costruzione della chicane. Per parte sua la FIA ha fatto altre proposte che invece non sarebbero servite e che in parte avrebbero addirittura portato nuovi pericoli.

Non c'era una via d'uscita da questa situazione di stallo?
No, sebbene stamattina ben nove squadre abbiano deciso di chiedere nuovamente la chicane. In altre parole si erano aggiunti anche due team Bridgestone, Jordan e Minardi. Ci sono state varie telefonate fra i capi delle scuderie e il responsabile della FIA, Max Mosley. Non so però dire quale sia stato nei dettagli il contenuto di questi colloqui. In ogni caso il risultato è stato sempre negativo. Per la Formula 1 qui in America è un disonore che non si sia riusciti a svolgere regolarmente questa gara con una semplice modifica. Le sette squadre Michelin sarebbero state addirittura disposte a lasciare le prime posizioni della griglia di partenza alle vetture Bridgestone, vale a dire alle due Ferrari, alle due Jordan e alle due Minardi. Eravamo anche pronti a rinunciare ai punti conquistati in questa corsa. Il risultato sarebbe stato lo stesso di ora, ma almeno gli spettatori avrebbero potuto assistere a una gara avvincente, sul posto e in televisione.

Quali reputa saranno le conseguenze per l'immagine della Formula 1 negli USA?
Non so che cosa è stato rovinato qui negli Stati Uniti. Mi dispiace enormemente per Tony George, l'organizzatore di questa corsa. Lui è il padre di questa manifestazione; insieme a Bernie Ecclestone ha portato qui la Formula 1 e ci ha messo a disposizione un'infrastruttura fantastica. Per lui è uno schiaffo in pieno viso. Ne va infatti della sua reputazione, se gli spettatori hanno dovuto pagare biglietti d'ingresso dal prezzo elevato e hanno assistito a niente di più che un test delle gomme Bridgestone. Quali siano le conseguenze negli Stati Uniti, e in particolare a Indianapolis, non sono in grado di giudicarlo.

E al di fuori degli USA?
Non credo che in Europa e negli altri continenti rimarrà un'impressione negativa e senz'altro non una duratura. La Formula 1 è una forma di sport talmente globale e forte da superare anche una vergogna come questa.

Secondo lei, perché i team Bridgestone hanno corso ugualmente?
Su questo preferisco non esprimermi.


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