Formula 1
28 Novembre 2009

Notizie Formula 1

Dietro le quinte del GP di Hockenheim

26 Luglio 2005

In Formula 1 la velocità è tutto, ma non solo sulla pista. E' una cattiva abitudine ma sembra che tutti in questo sport dedichino la maggior parte del loro tempo a sognare d'essere altrove. La frase più comune nel paddock di Hockenheim era: "Una volta disputato il GP d'Ungheria, resteranno solo sei Gran Premi". 

Quindi, con la prospettiva di due interi fine-settimana senza corse che succederanno alla gara di domenica prossima a Budapest, le voci in F1 si sono propagate come trainate dal vento nel paddock del GP di Germania, e riguardavano soprattutto l'eterna questione: chi piloterà per chi nel 2006? Ed anche: quali motori utilizzeranno le varie squadre?

Jenson Button, pupillo dei mass-media britannici, nonostante il fatto che non abbia ancora vinto neanche un Gran Premio, è implicato nel bel mezzo di uno strazio amoroso tra la sua attuale sqaudra, la BAR, e la Williams, con cui aveva iniziato al sua carriera in F1. "Jense" ha già cercato di tornare all'ovile lo scorso anno, ma gli avvocati avevano decretato che doveva restare alla BAR. 

Ora, la Williams ha un contratto col ragazzo che si è classificato terzo in Germania, che stabilisce che potrà guidare per loro nel 2006 se non riuscirà a conquistare il 75% dei punti del primo in classifica alla sera del GP d'Ungheria. Il che non potrà, matematicamente, essere il caso. Ma, adesso, sembra che il pilota inglese voglia restare dov'è. Si dice che cambiare sempre idea sia una prerogativa femminile, per cui, osservando il comportamento di Button, ci si può legittimamente chiedere di quale sesso sia.

Le incertezze di Jenson sono state provocate dalla situazione poco chiara in merito a quali motori monterà la Williams l'anno prossimo. Dato che il loro attuale fornitore, la BMW, ha rilevato la Sauber. Apparentemente, nessuno nella squadra elvetica è veramente entusiasta da questa notizia. Hanno sentito, infatti, molte voci secondo cui i loro nuovi dirigenti della BMW avrebbero pianificato lezioni di tedesco per tutti, affinché la smettano di esprimersi nella versione svizzera della lingua di Goethe.

La credenza comune sostiene che non c'è il due senza il tre per ogni brutta cosa. E' stato così per la McLaren in questo fine settimana. In primo luogo, Montoya è finito in testacoda nel quo giro di qualifica ed è dovuto partire dal fondo dello schieramento alla domenica. Poi, Raikkonen si è ritirato mentre era al comando della gara. 

E, tra questi due incidenti, ne è capitato un terzo, quando l'autista di un camion della nettezza urbana, che stava facendo, il giro dei cassonetti del paddock, s'è sbagliato di misura facendo retromarcia ed è finito contro il motor-home della McLaren. Apparentemente il rumore dei vetri in frantumi e del metallo che si piegava ha suscitato grida di disperazione provenienti dall'interno del palazzo di vetro ed acciaio.

Volete altre indiscrezioni? A parte tutte le voci, che continuano, circa Barrichello che se ne andrebbe alla BAR l'anno venturo, sembra che l'ex-pilota della Jordan, della Ferrari e della Jaguar, Eddie Irvine, abbia rinunciato ai suoi piani di rilevare la Jordan -forse perché la squadra non è in vendita- ed ora vorrebbe acquistare la Minardi. Il cui proprietario, Paul Stoddart, ha confermato che l'ex-pilota lo ha avvicinato, ma starebbe aspettando che venga messo sul tavolo un deposito bancario di 35 milioni di dollari, per iniziare a discuterne seriamente.

Per finire, una storia assolutamente vera: il capo della Renault, Flavio Briatore, si è trovato un secondo lavoro. Il più grande playboy della F1 si cimenterà nei panni di stella cinematografica, in una produzione italiana per Natale, con Jerry Calà. Quale sarà il suo ruolo? "Reciterò la parte che conosco meglio, quella di Flavio Briatore, sottolineando esageratamente certe particolarità ovviamente".  E' poco probabile che ne segua una nominazione agli Oscar.


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