Formula 1
29 Novembre 2009

Notizie Formula 1

Villeneuve, un "tipo particolare" con cui lavorare

26 Luglio 2005

E' stato scritto molto su come sia difficile per gli ingegneri lavorare con l'ex campione del mondo. Credit Suisse, sponsor del team Sauber, ne ha intervistato uno che sicuramente saprà come stanno le cose: l'ingegnere di corsa di Villeneuve, Giampaolo Dall'Ara. Risultato: il canadese ha effettivamente delle idee alquanto personali su come settare la macchina, ma una volta che gli ingegneri riescono a venire incontro alle sue richieste, allora si ottengono dei buoni risultati. 

Signor Dall'Ara, è davvero così difficile lavorare con Jacques Villeneuve?
Lavorare con Jacques non è più difficile che con qualsiasi altro pilota col quale ho lavorato in passato, anche se lui è un tipo particolare. Ma mi piace. Dal punto di vista umano non ho mai avuto il più piccolo problema. E' una persona molto sincera, che dice esattamente quello che pensa.

Ma è vero che ha preferenze molto chiare riguardo la messa a punto della vettura, a volte addirittura stravaganti?
Ovviamente ha delle preferenze, come qualsiasi altro pilota. Quello che è nuovo per me è il fatto che non gli piaccia dover cambiare la vettura di corsa in corsa. Come lei sa ogni tracciato pone dei requisiti tecnici particolari per la vettura, e perciò la mia filosofia, e quella del team, è sempre stata: l'auto viene impostata in funzione della pista, e il pilota è un po' come un operaio il cui compito si limita semplicemente a cercare di andare il più forte possibile con la vettura che gli viene data.

E per Villeneuve questo non ha funzionato?
No. Per lui ci sono alcuni settaggi fissi che non si possono mai cambiare, sia che si corra a Montecarlo sia che si corra a Monza. Per me è una cosa assolutamente nuova, ma sembra funzionare: stiamo migliorando di corsa in corsa.

Allora l'assetto della vettura di Felipe Massa è diverso da quello di Jacques.
Sì, ma è così per tutti i piloti. Ma quest'anno la differenza è forse ancora più marcata. Felipe è un pilota dalla guida aggressiva, e anche lui ha bisogno di regolazioni speciali per adattarsi al suo stile.

C'è stata una forte discussione sul ruolo dell'elettronica in casa Sauber. Jacques ha criticato a inizio stagione il troppo affidamento che la Sauber fa sull'elettronica. Come stanno le cose?
Dipende un po' da quello cui ho già accennato prima. Eravamo abituati a che un nuovo pezzo che secondo i dati delle simulazioni e della nostra esperienza dava buoni risultati alla fine veniva installato sulla vettura, e questo valeva sia per un alettone, cioè una parte aerodinamica, sia per un componente elettronico, per esempio il controllo di trazione, il freno motore o il controllo del differenziale. Tendevamo a fare in modo che il pilota utilizzasse tutti questi strumenti che gli mettevamo a disposizione per andare il più forte possibile.

Ma con Jacques avete dovuto cambiare idea?
Esatto. In generale si può dire che questo principio funziona finché il pilota si sente a suo agio. Se invece il sistema diventa troppo imprevedibile per lui, tanto che perde fiducia nella propria vettura, allora bisogna rivedere il principio. E così è successo con Jacques.

In altre parole anche il team ha imparato da Jacques, e non solo l'inverso.
Sì, ed è giusto che sia così. Quando si ha un pilota come Villeneuve che corre da 10 anni in Formula 1, e si tenta di insegnargli tutto, allora non si è capito nulla del proprio lavoro.

Oltre che con Jacques lei ha lavorato anche con Felipe Massa. Quali sono le maggiori differenze tra i due nello stile di guida?
Felipe è decisamente più aggressivo di Jacques. Jacques ha uno stile di guida più pulito. In curva, sia essa veloce o lenta, Felipe frena abitualmente prima dell'inserimento e sterza solo dopo aver frenato. Subito dopo apre il gas di colpo per accelerare in uscita di curva. Jacques invece frena più delicatamente e imposta la traiettoria mentre sta ancora frenando. Così ha più velocità in ingresso di curva ma allo stesso tempo ne esce anche in modo meno brusco.

Come si comportano questi stili di guida in qualifica e in gara?
In qualifica lo stile di Felipe ha forse un piccolo vantaggio, o almeno così era a inizio stagione. Riesce a scaldare le gomme molto più velocemente e, in questo sistema di qualifiche con un solo giro veloce a disposizione, è fondamentale portare i pneumatici in temperatura sin dall'inizio. Se però Felipe ha un vantaggio nelle qualifiche, in gara ha uno svantaggio, benché minimo, in quanto il suo stile di guida più irruente sottopone a sforzi maggiori i pneumatici e i freni.


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