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Crispin Thruston è il terzo fotografo di F1 da più tempo in attività, dato che frequenta i circuiti dal 1978 e ha la fama di gran lottatore in pista.
Come sei diventato fotografo?
Dividevo un appartamento a Londra con un fotografo sportivo che lavorava per quotidiani nazionali. Una volta mi chiese di accompagnarlo a una partita di calcio per riportare i rullini a Fleet Street a tutta velocità per rispettare i tempi di chiusura del giornale. Questo divenne un lavoro part-time e un giorno mi diede una macchina fotografica. Mi disse di scattare e alla fine una delle mie foto finì sul giornale. Vidi il mio nome accanto alla foto e il resto, come si dice, è storia.
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Come hai cominciato in Formula 1?
Nel 1978 lavoravo come fotografo-tecnico di stampa per un'agenzia. Ricevemmo una commessa da un tabloid per recarci al GP di Monaco e fare delle foto di colore a James Hunt con il maggior numero di belle donne possibile. Io ero già un appassionato di F1 e spuntai l'incarico. Finii per seguire James Hunt anche al bagno, nel suo hotel, lo inseguii nel porto di Monaco a bordo di una barca a remi a noleggio e lo immortalai in locali famosi. C'erano moltissimi comportamenti insoliti da catturare!
Come mai continui ancora dopo così tanti anni?
La mia passione per lo sport è immutata e sono convinto che nessun altro lavoro potrebbe darmi il piacere, il ritorno e l'appagamento che ho dalla F1.
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Qual è stata la gara più bella cui hai assistito?
Monaco 1992, quando negli ultimi giri Nigel Mansell inseguì Senna come un pazzo lungo le strade del Principato senza riuscire a trovare spazio per passarlo.
Quali qualità deve aver un fotografo di F1?
Deve amare lo sport, dev'essere single o avere un partner molto comprensivo, una natura competitiva, uno spirito e un'immaginazione acuti.
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Qual è il circuito che preferisci?
Monaco, dato che lì i fotografi possono avvicinarsi di più alle monoposto rispetto a qualunque altro tracciato. E' il più pittoresco, indipendentemente da dove ti posizioni puoi scattare migliaia di immagini, 24 ore su 24 nei cinque giorni in cui ci si sta.
Hai vissuto dei momenti pericolosi in pista?
Ce ne sono stati alcuni e uno fu a Zandvoort (Olanda) nel 1982, quando dalla macchina di René Arnoux volò via una ruota che passò a pochi centimetri dalla mia testa.
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Il tuo lavoro è cambiato nel corso degli anni grazie a Internet e alle macchine fotografiche digitali: in meglio o in peggio?
Entrambe le cose, in meglio perché non devi più stare in ufficio a selezionare tutte le foto per tutta la notte dopo un GP. In peggio perché passi troppo tempo durante un weekend a lavorare al computer, il che limita il tempo e le opportunità di fotografare.
Se non fossi in F1 che lavoro ti piacerebbe fare?
Qualcosa che ha a che fare con una macchina fotografica, forse un corrispondente di guerra o un documentarista. Ma sembra che anche gli avvocati guadagnino molto!
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Quali sono gli aspetti migliori e peggiori della F1 attuale?
La cosa migliore è che Bernie Ecclestone è ancora al comando, la peggiore è il giro singolo in qualifica e il fatto che i piloti siano troppo "chiusi" e non dicano molto.
Hai qualche consiglio per un aspirante fotografo di F1?
Iniziare giovane presso un'agenzia che segue le corse, imparare tutto ciò che riguarda i computer, inclusa la comunicazione, ed essere motivato a salire in alto.
Qual è stato il miglior consiglio che ti hanno dato?
Puoi fare tutto ciò che vuoi con la tua vita, ma devi avere un obiettivo, credere in te stesso e non uscire mai dal sentiero che hai scelto.
Qual è la qualità che ammiri di più negli altri?
La determinazione.
Scrivi il tuo epitaffio.
E' sempre vissuto seguendo i suoi principi, anche quando pochi altri li condividevano.
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