Formula 1
28 Novembre 2009

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Intervista esclusiva a Gian Carlo Minardi

29 Agosto 2005

Anche se nel 2000 ha venduto il team, è sempre impegnato in prima linea con la sua squadra: Gian Carlo Minardi è uno dei personaggi più carismatici del circus. Ne valeva la pena incontrarlo a Monza in occasione dei test... ci ha pensato Stijn Keuris per un'esclusiva di F1Racing.net!

Lei è ancora legato al team, ma qual è il suo ruolo al momento?
E' una domanda difficile a cui rispondere. Faccio tutto e nulla. Devo parlare con il reparto marketing, ma faccio anche parte del gruppo dirigente. E' il lavoro che ho fatto per 30 anni, quindi posso dare consigli sia dal punto di vista sportivo che da quello tecnico.

Ha venduto la squadra nel 2000 a Paul Stoddart. Le dispiace che la Minardi non è più sua?
Se Paul Stoddart non fosse arrivato, il team non esisterebbe adesso. Devo guardare il lato positivo. Certo mi sarebbe piaciuto avere la squadra ancora nelle mie mani, ma adesso ho un ruolo diverso. Sarebbe davvero importante che Paul trovasse un buono sponsor che garantisca una gestione più appropriata della squadra, cosa che è stata molto difficile in passato. Questo mi dà coraggio nell'impegnarmi duramente ogni giorno.

E' stato a lungo nell'ambiente, ma come è cambiata la Formula Uno rispetto ai vecchi tempi?
C'è molta politica. In passato potevi avere successo con una buona macchina, un buon motore e delle buone gomme. Ora ci vuole molto di più per vincere, è questa la differenza maggiore. E' un modo diverso di lavorare, ecco. Io ho origini sportive, ho iniziato come costruttore in F2. Oggi vedo che le relazioni umane sono molto cambiate.

Paul Stoddart sta programmando di vendere il team. Lei è coinvolto?
Non sono comproprietario, non è nei miei compiti. A volte Paul mi chiede consigli ed io mi pronuncio, ma alla fine il team è suo. Lavoro ogni giorno con lui per avere la migliore squadra possibile. E tutto è in vendita. Quando cederà il team, sarà suo compito cercare di ottenere il meglio per se stesso. Ma sono sicuro che venderà soltanto se la squadra ne trarrà beneficio.

Ma il nome Minardi potrebbe scomparire...
Sono stato fortunato, vistoche la squadra ha portato il nome "Minardi" per oltre 330 Gran Premi. Il nome adesso è famoso e copre più di venti anni della storia della Formula Uno. In passato era tutto mio al 100%. Tutti quelli che sono arrivati alla Minardi per comprarne delle quote hanno voluto mantenere il nome e la tradizione. Se i nuovi vorranno cambiare il nome, allora lo cambieremo, ma spero che ci pensino due volte, o forse anche dieci, prima di farlo veramente.

C'è una cordata di imprenditori olandesi pronta ad acquistare il team. Sono progetti seri?
Molta gente che dice di essere interessata si dimostra non esserlo affatto. Non ho mai visto qualcono che lo fosse davvero. Io non ne so molto, ma c'è sempre qualcuno interessato, che sia olandese, giapponese o chiunque altro.

Frequenta ancora altre gare oltre la Formula Uno, per scovare nuovi talenti?
Sì, ma lo faccio anche perché mi piace. Dopo molti anni, la gente capisce perché sia importante seguire i giovani piloti. Molte squadre lo fanno adesso. Io guardo sempre alle categorie minori.

Molti piloti attualmente al top hanno iniziato con la Minardi. Pensiamo ad Alonso, a Fisichella, a Webber o a Trulli. Cosa faranno i piloti attuali, Albers e Doornbos?
Non spetta a me dirlo. Saranno giudicati al termine dell'anno. Uno di loro [Albers] ha fatto tutte le gare, mentre l'altro ci ha appena raggiunto. Le prossime gare saranno importanti per entrambi. Dovranno mostrare le loro qualità, ma è difficile dire cosa pensino di loro le altre squadre. Però credo che si tratti di due piloti che possono restare in Formula Uno.

E di altri talenti, da altre categorie, cosa ci dice?
Ho visto alcuni piloti. Non sono stati ancora contattati, ma sarebbe doveroso farlo.

Come sono i rapporti con i suoi ex piloti?
Molto buoni. Io non vado ad annoiarli, ma mi vengono a salutare. Il rapporto è buono.

Arriverà il giorno in cui ne avrà abbastanza di queste competizioni motoristiche?
Sarà il giorno in cui non mi vedrete più in pista, oppure il giorno in cui mi renderò conto di non essere più utile. Adesso continuo a lavorare per il futuro, e ringrazio Dio per per aver potuto svolgere questo lavoro per così tanto tempo. E penso sempre che il meglio deve ancora arrivare. Voglio vedere un pilota Minardi sul podio e spero sempre che un giorno un ex pilota della mia squadra possa vincere il Campionato del Mondo...


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