Formula 1
22 Novembre 2009

Notizie Formula 1

Ultimo Gran Premio per Peter Sauber

11 Ottobre 2005

Nel prossimo Gran Premio della Cina Peter Sauber siederà per l'ultima volta al muretto dei box. A fine stagione la sua scuderia passerà nelle mani della BMW. Ai microfoni dell'emagazine di Credit Suisse, sponsor principale del suo team, ripercorre i 35 anni di carriera nello sport dei motori. E prova a gettare uno sguardo al futuro. 

Andreas Thomann: Quando nel marzo del prossimo anno prenderà avvio la nuova stagione di Formula 1, lei sarà assente dalla corsia dei box per la prima volta dopo 13 anni. Non teme di sentirne la mancanza?
Peter Sauber: Potrà senz'altro succedere, anch'io sono curioso di vedere come reagirò.  

Cosa le mancherà maggiormente? La carica di adrenalina, forse?
È senz'altro qualcosa di cui sentirò la mancanza, soprattutto all'inizio. A mancarmi maggiormente saranno però le persone. Penso in particolare ai miei collaboratori, ma anche a tutti gli altri protagonisti del paddock, compresi quelli con cui mi è capitato di avere delle discussioni.  

Tuttavia non lascerà completamente il mondo delle corse, in quanto sarà al fianco del nuovo team in veste di consulente. Cosa significa concretamente?
In primo luogo sarò a disposizione degli sponsor, in particolare del Credit Suisse e, se il contratto sarà prolungato, anche della Petronas.

Nessun ruolo operativo, quindi?
No, è importante che non abbia più nulla a che fare con gli aspetti operativi. Questa decisione rispecchia non solo il desiderio della BMW, ma anche il mio.  

Il matrimonio fra la tedesca BMW e la britannica Williams è stato sciolto anche a causa delle differenze culturali. Il nuovo asse Monaco-Hinwil presenta forse meno pericoli?
Sul piano culturale non vi è alcun motivo di preoccuparsi, in fondo da noi lavorano già molti tedeschi, che qui si sentono perfettamente a loro agio. Eventuali frizioni, che però non hanno nulla a che vedere con la BMW, potrebbero nascere dalla sfida di unire un'azienda di medie dimensioni con un grande gruppo. Al riguardo cambia anche la motivazione dei collaboratori: il nuovo team non è più il piccolo David che cerca di fare lo sgambetto alle grandi. La BMW stessa fa parte delle grandi e ha l'inevitabile obiettivo di vincere.

Qual è stato l'elemento decisivo che ha spinto la BMW ad acquistare il team Sauber: la modernissima galleria del vento o il know-how dei collaboratori?

È fuor di dubbio che la galleria del vento abbia giocato un ruolo importante. Non dimentichiamo che si tratta di un'infrastruttura di altissima qualità e che per giunta è anche molto elegante e utilizzabile per varie manifestazioni. D'altro canto è solo un'infrastruttura. Il nostro capitale più importante sono i collaboratori e il loro know-how, come ha voluto sottolineare anche la BMW.

Qual è il modello preferito della sua grande collezione di auto da corsa che un giorno vorrà mostrare ai suoi nipotini?
A dire il vero non ho un rapporto così stretto con le mie vetture. E non sono nemmeno un tipico collezionista. Se dovessi davvero indicarne una, la scelta cadrebbe probabilmente sulla C9 o la C11. Con la C9 abbiamo vinto Le Mans, mentre con la C11 abbiamo conquistato per la seconda volta il titolo mondiale nella categoria degli sport prototipi.

Se non ha una vettura preferita avrà perlomeno un pilota preferito...
No. Ciascuno a modo suo era straordinario. E molti erano davvero ottimi piloti. Alcuni li ho accompagnati agli esordi della carriera, fra cui Karl Wendlinger, Heinz-Harald Frentzen e Michael Schumacher, più tardi anche Kimi Räikkönen e Felipe Massa. Frentzen è il pilota che è rimasto più a lungo nella nostra scuderia e nel complesso è anche quello che ha collezionato più punti. Con lui avevo senz'altro un buon rapporto. Con Karl Wendlinger il rapporto era forse ancora un po' più stretto, anche a causa del suo grave incidente. Ma anche con Jean Alesi m'intendo sempre benissimo, anche se nella sua seconda stagione da noi non sono mancate le difficoltà e i contrasti. E naturalmente ricordo molto volentieri i tempi con Johnny Herbert: aveva uno spirito solare e per di più era velocissimo.  

In tutti questi anni il suo team ha forgiato e sfornato numerosi talenti. Kimi Räikkönen è riuscito a sfruttare questo trampolino di lancio e raggiungere la vetta, mentre Heinz-Harald Frentzen ha avuto meno successo. Per quale motivo?

Per quanto riguarda il talento i due erano probabilmente alla pari. Ma il loro carattere è totalmente diverso. Kimi è un tipo molto speciale: convoglia tutte le sue energie verso un obiettivo, fatto che lo aiuta molto. Penso che la differenza stia lì.  

A quale categoria appartiene Felipe Massa?
Penso che alla Ferrari avrà successo, in quanto non è molto lontano dal livello di un Michael Schumacher. E arrivare anche solo vicino a Michael è già una grande impresa.

Verosimilmente non le sarà concesso di festeggiare la vittoria di un gran premio al timone di una scuderia. Quando prospetta la prima vittoria del nuovo team BMW?
Preferisco non formulare pronostici. La concorrenza in seno alla Formula 1 è così grande che non è facile inserirsi nel gruppo di testa. Ne è una conferma il team Williams, che fa fatica a ritrovare l'aggancio con i primi.

Ammettiamo che una monoposto BMW vinca una corsa: proverebbe le stesse sensazioni di una vittoria targata Sauber?
La gioia sarebbe senz'altro grande. Ma devo essere sincero: vivere una vittoria in prima persona sul ponte di comando è tutt'altra cosa che essere a casa davanti al televisore.  

I suoi tifosi non la pensano molto diversamente e sono dispiaciuti che l'unica scuderia svizzera di Formula 1 lascerà la scena. Cosa dice loro?
Avremo come prima un team di Formula 1 in Svizzera, in quanto la sede di Hinwil resterà operativa e anche la maggior parte dei collaboratori rimarranno nel team. I vantaggi prevarranno nettamente. Al resto ci si abituerà in fretta.

Il nome "Sauber" sopravviverà?
Non lo so proprio. E non so nemmeno se in questo momento lo sappia la stessa BMW. La decisione spetterà agli addetti al marketing. Non dobbbiamo dimenticare una cosa: il mercato globale è così grande che la Svizzera vi gioca un ruolo solo marginale. D'altro canto la BMW non vuole giocoforza togliere qualcosa agli svizzeri. La decisione sarà senz'altro ponderata molto attentamente.   Ultimo Gran Premio per Peter Sauber


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