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Gil de Ferran guarda al futuro
14 Novembre 2005Ex campione della serie IRL e vincitore della 500 miglia di Indianapolis, Gil de Ferran è arrivato alla B.A.R Honda in aprile nelle vesti di Direttore sportivo. Dopo sette mesi nel difficile mondo della Formula Uno, Gil ripercorre con noi la strada irta di difficoltà che ha dovuto affrontare e guarda ai successi futuri.
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Dopo un così grande successo negli Stati Uniti, perché ha deciso di tornare in Europa e di iniziare una nuova carriera in Formula Uno?
"Non è stata affatto una questione geografica. Quando ho smesso di fare il pilota, volevo continuare a lavorare e non abbandonare l'ambiente delle corse. La mia intenzione era continuare a crescere dal punto di vista sia personale, sia professionale. Più che altro si trattava di trovare il modo migliore per mettere a frutto la mia esperienza ultraventennale nel mondo delle competizioni automobilistiche; infine, si è presentata questa stupenda opportunità. Sapevo che se avessi rinunciato, me ne sarei pentito per tutta la vita. A dire il vero, mi sembra una naturale evoluzione professionale e il fatto che viva questa esperienza in Inghilterra è del tutto marginale."
Qual è stato l'aspetto più difficile quando è arrivato alla B.A.R Honda?
"Sono arrivato alla B.A.R Honda dopo che si erano già disputati alcuni gran premi, in un periodo, come tutti sanno, particolarmente difficile per il team. Naturalmente, essendo questo un gruppo di persone molto numeroso, non è stata una passeggiata riuscire a conoscere tutti e impratichirmi nel ruolo di direttore sportivo. Ci è voluto tempo per capire esattamente il modo in cui ciascun componente del team e il team stesso operano. Ancora adesso sto imparando tantissimo; l'azienda continua a crescere e quindi è un progresso continuo."
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In quali aree specifiche riesce a contribuire maggiormente al lavoro del team?
"È difficile individuare con precisione un'area specifica ma, spesso, mi capita di proporre nuovi punti di vista nelle riunioni e nelle conversazioni, forse perché ho costruito la mia esperienza professionale in un ambito diverso. Se ciò può essere utile, non sta a me dirlo! Mi sembra corretto affermare che capisco alcune delle situazioni e degli aspetti psicologici riguardanti i piloti, vista la mia esperienza nelle corse, anche se non di Formula Uno."
In qualità di Direttore sportivo, quale ruolo svolgerà da adesso fino all'inizio della stagione 2006?
"Il mio ruolo consisterà nel lavorare con il team per definire un piano riguardante l'attività agonistica e come dovremo comportarci per vincere delle gare il prossimo anno."
Quali sono le grandi differenze fra la serie IRL e la F1?
"Naturalmente, un team di F1 è molto più grande. La Penske contava poco più di 100 persone, mentre la B.A.R Honda arriva a un numero quattro-cinque volte superiore. A parte questo, è difficile per me fare dei confronti diretti, in quanto ora ricopro un ruolo completamente diverso. Sembra che vi sia un mondo di differenze, poi quando sei in pista le due realtà risultano notevolmente simili."
In passato, lei ha lavorato in stretta collaborazione con la Honda. L'acquisto della B.A.R Honda da parte del colosso giapponese come influirà sul futuro del team?
"Per prima cosa, ne risulta accresciuta la stabilità futura della squadra. Poi, la Honda è una società che opera senza scendere a compromessi e che farà quindi tutto ciò che occorre per centrare l'obiettivo prefissato, cioè vincere delle gare. In passato, la Honda ha sempre dimostrato una fortissima determinazione a vincere in varie discipline motoristiche e per questo programma di F1 l'atteggiamento non è certo cambiato. Esistono incertezze sul futuro delle sponsorizzazioni dei produttori di sigarette, quindi ritengo che i due aspetti più importanti dell'investimento della Honda siano la grande stabilità che sarà assicurata al team e la profonda determinazione a vincere."
Con il ritorno della Penske ai motori Honda per il prossimo campionato IRL, pensi che il tuo vecchio team potrà seriamente contrastare gli attuali campioni dell'Andretti Green Racing?
"Penske è sempre uno dei maggiori pretendenti al titolo. I motori Honda hanno certamente dimostrato di essere i migliori negli ultimi due anni, più di quanto non lo siano mai stati nell'ultimo decennio. La conclusione è pertanto chiara, ovvero il team Penske sarà sicuramente fra i più agguerriti contendenti per la vittoria del campionato 2006."
Le ha avuto un ruolo importante nel portare Rubens Barrichello, brasiliano come lei, alla B.A.R Honda. Pensando ai successi futuri della Honda, in che misura inciderà l'arrivo di questo pilota?
"È un acquisto molto positivo per il team. Rubens arriva infatti con una grandissima dote, ovvero l'esperienza maturata durante la sua lunga permanenza alla Ferrari, una delle squadre più titolate della storia della Formula Uno. Non si dimentica ciò che si è appreso e quindi tutta quella conoscenza è impressa nella sua mente e la porterà con sé. Prima di tutto questo, egli arricchirà il team con il suo indiscutibile talento; non è infatti una scoperta che sia un pilota velocissimo. Un team come il nostro deve sempre puntare ad avere la migliore formazione piloti possibile e, da questo punto di vista, Jenson e Rubens sono una sicurezza."
Negli ultimi sette mesi, lei ha lavorato a stretto contatto con Jenson Button. Che impressione si è fatto di lui e può essere un futuro campione del mondo?
"È un uomo baciato dal Signore! Il suo talento è semplicemente straordinario. È un pilota come ne ho visti pochi, dotato di una grande sensibilità di guida e uno sviluppatissimo senso della macchina. Egli ha senza dubbio un'incredibile dote naturale e sicuramente dispone dei requisiti necessari per puntare al massimo risultato per un pilota."
Dal punto di vista dei tifosi, come ritiene che il prossimo campionato del mondo di F1 sarà diverso da quello del 2005?
"La maggiore differenza consisterà probabilmente nel cambiamento della formula delle qualifiche e nella reintroduzione del cambio gomme durante la gara."
Cosa ne pensa della nuova formula delle qualifiche e la reintroduzione del cambio gomme a metà gara comporterà una maggiore o minore attività in pista nel 2006?
"Sarà il tempo a dirlo! La cosa che mi piace dell'ultima formula delle qualifiche è che vedremo chi è effettivamente più veloce, almeno nella prima parte di queste sessioni, quando le macchine gireranno con poco carburante. Penso decisamente che le qualifiche risulteranno interessanti. Per quanto riguarda i pit-stop, i produttori di gomme, fra essi la Michelin in particolare, hanno una capacità davvero unica di adattarsi a qualsiasi norma venga stabilita, quindi prevedo che per le gomme ritorneremo allo statu quo."
Pensa che ai vertici della classifica ritroveremo gli stessi team anche nel 2006?
"Non c'è motivo di pensare che né McLaren né la Renault avranno un'altra buona stagione. Naturalmente, ci auguriamo di essere molto più competitivi e poi sarebbe stupido non prendere in considerazione la Ferrari. La Red Bull ha appena ingaggiato l'uomo che ha partecipato alla progettazione di molte monoposto di successo [Adrian Newey], quindi è semplicemente ragionevole pensare che saranno più forti il prossimo anno."
Nick Fry si è posto come obiettivo la vittoria di più gare nel 2006. È realistico?
"Credo di sì. Abbiamo due piloti in grado di vincere e sono fiducioso che lo staff di progettisti e la squadra corse saranno in grado non solo di realizzare una buona macchina, ma anche di farla funzionare al meglio per raggiungere questo obiettivo. Naturalmente, per vincere occorre che molte cose vadano per il verso giusto nella stessa giornata e sta proprio in questo il difficile. Non partirò comunque con il pensiero di 'andare a cercare il secondo posto'. Non era nel mio temperamento di pilota e sicuramente non lo è neppure oggi. Sono qui per cercare di vincere gare e campionati."
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