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Ora che si prepara la prima sessione invernale del Team Renault F1, che prevede anche un primo assaggio di F1 per Robert Kubica, campione World Series by Renault 2005 e per Giorgio Mondini, vincitore del campionato Renault V6 2004, Pat Symonds ha parlato a proposito delle prove di giovani piloti in Formula 1.
Come prepara il team questo genere di prove con giovani piloti che non hanno avuto esperienze precedenti in F1?
La prima cosa che dobbiamo fare è essere sicuri che la macchina che guideranno sia ben assettata. Non vogliamo dar loro un compito troppo difficile nel loro primo approccio alla F1. Quindi i piloti ufficiali del team, sia di gara che di collaudo, si occuperanno del set-up in modo da assicurare che funzioni bene e che la macchina sia ben guidabile.
Quale è il migliore approccio di questi giovani per trarre vantaggio da tale esperienza?
Per quanto riguarda ciò che devono fare, non guardiamo soltanto i tempi sul giro. Potrebbe sembrare ovvio dire che i tempi sul giro sono importanti; ma non penso che ci possiamo aspettare che un giovane pilota possa essere veloce appena salito sulla monoposto. Ciò che cerchiamo è un continuo miglioramento, regolarità e, soprattutto, comprensione di quello che si sta facendo. Quindi non diamo loro molto da fare; ci limitiamo a fargli percorrere qualche giro per poi, una volta tornati ai box, cercare di capire cosa è successo, guardare i dati, soprattutto per assicurarci che essi abbiano capito come guidare in maniera efficiente una vettura di Formula 1.
Cosa si aspetta riguardo a questa sessione di prove?
Speriamo di vedere che lentamente i loro tempi migliorino, che pian piano il numero di errori che compiono si riduca e che rimanga loro la capacità mentale sufficiente per descrivere come va la macchina e come si comporta in curve particolari.
Come intendete organizzare questa sessione con Robert Kubika e Giorgio Mondini?
Di solito chiediamo ai giovani piloti di guidare per un pomeriggio, di pensarci sopra e poi di guidare di nuovo la mattina dopo; ma, poiché siamo un po' a corto di tempo per questa prima sessione di prove invernali, daremo a Kubika e a Mondini mezza giornata ciascuno per capire la macchina; uno guiderà al mattino, l'altro contuerà durante il pomeriggio. Quindi gli ingegneri scriveranno un rapporto alla fine delle prove. Una parte obiettiva di questo rapporto è costituita fondamentalmente dai tempi sul giro che i piloti hanno fatto registrare in relazione agli altri piloti che hanno provato quel giorno e dalla loro regolarità; ma siamo anche interessati a conoscere le impressioni degli ingegneri riguardo l'applicazione e la comprensione dei giovani, quanto hanno potuto riferire sul telaio e sul motore, nonché la loro forma fisica. Se pensiamo che ci siano dei segnali promettenti su quello che stanno facendo, è probabile che li inviteremo, entrambi o uno solo di loro, a tornare per una prova più approfondita.
Lei è mai rimasto colpito da un giovane pilota durante la sua prima uscita in F1?
Fernando è un esempio ovvio. Generalmente non chiediamo ai giovani piloti di fare molti giri perché guidare una Formula 1 è molto stressante. Coinvolge molti muscoli che non vengono interessati negli altri tipi di competizione, ma Fernando è stato davvero impressionante nella sua prima prova... infatti, talmente impressionante che abbiamo escogitato un motivo per chiedergli di effettuare percorrenze maggiori. Era splendidamente regolare. Quindi, può succedere che rimaniamo sorpresi dai giovani piloti che proviamo. Ma non credo che basti una sola giornata di prove per predire come potrebbe essere la carriera in Formula 1 di un pilota. Credo invece che le prime impressioni siano molto importanti, soprattutto per quanto riguarda l'approccio e l'intelligenza che ci possono aiutare a dare una valutazione in un tempo così breve.
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