Formula 1
28 Novembre 2009

Notizie Formula 1

Le riflessioni di Damon Hill sulla F1 moderna

15 Gennaio 2006

Come dimenticare Damon Hill, uno dei più acerrimi rivali di Micheal Schumacher? Il campione del mondo del 1996 ha abbandonato da tempo le competizioni, a cui era arrivato a età già avanzata, ed oggi guarda con malinconia a quel mondo in cui era uno dei protagonisti.

In una intervista a cuore aperto lasciata alla rivista F1 Racing, Damon afferma di aver perso ogni tipo di interesse nella F1: "Non chiedetemi cosa ne penso del nuovo format di qualifiche, non so nemmeno quale sia. La verità è che non assisto ad un Gran Premio da anni. Credo di non essermi mai seduto a guardarne uno nel 2005, anche perché non mi è neppure passato per l'anticamera del cervello il pensiero delle gare.

Non fraintendetemi: non ho perso il rispetto per le persone che lavorano in F1; fondamentalmente sento solo di aver esaurito quella carica emozionale che provavo quando ero alla guida di una monoposto. Quello che voglio dire è che per lungo tempo ho desiderato essere un pilota, ma adesso vedo quella figura svuotata dei suoi valori: ora ciò che conta sono solo le multinazionali e i loro interessi che hanno reso le corse frustranti.

L'essenza dello corse sono l'uomo e la macchina: un gruppo di persone costruisce la macchina, la porta in pista e guarda a quali limiti possa portarla il talento di un ragazzo.

Questa è l'essenza della Formula 1!

L'ultima vittoria di Damon in F1, con la Jordan a Spa
L'ultima vittoria di Damon in F1, con la Jordan a Spa

Invece oggi gli ascolti sono in calo, la gente guarda Gran Premi monotoni e continerà a farlo in futuro. Vorrebbero vedere un eroe nella sua auto, ma, ancor di più, vorrebbero sapere che è contento e si diverte a correre. Adesso purtroppo è diventato un lavoro anche questo. Quello che mi domando è: che differenza c'è oggi tra un ragazzo che guida la Renault in F1 ed uno che disegna i portabicchieri per la Renault? Quando sono le grandi compagnie a dettar legge in uno sport, devi chiederti: Quali sono le loro vere intenzioni? In che modo cercano di influenzare noi consumatori? Se solo le aziende di tabacco, che sono i principali sponsor della F1, cercassero gente al di sopra delle righe, vedremmo delle corse completamente diverso.

Mohammed Alì è stato il più grande sportivo mai apparso sulla faccia della terra, eppure, per quanto eccezionale sia stato, non avrebbe mai potuto sedersi su una monoposto, perché la sua personalità non avrebbe fatto comodo alle multinazionali. Continuando di questo passo però la gente si stacherà di questo mondo grigio, e si rivolgerà altrove, e temo che questa sarà la fine che farà la Formula 1".


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