
Tiago Monteiro è stata la rivelazione del 2005: ha siglato il record di continuità, terminando moltissime gare, è salito sul podio ad Indianapolis ed ha persino conquistato un altro punto iridato a Spa-Francorchamps, concludendo in bellezza l'avventura della Jordan dopo quindici anni.
Oggi il team ha cambiato colori, nome e dirigenza, ma molti uomini sono rimasti quelli dell'anno scorso: ciononostante Tiago sente che la macchina del 2006 è proporzionalmente migliore rispetto alla poco competitiva Jordan. Il collega di F1Racing.net, Stijn Keuris, è riuscito a rubare un po' di tempo al portoghese durante i test di Barcellona; quanto segue è l'intervista esclusiva che ne è scaturita.
D: L'anno passato la Jordan non è stata tanto competitiva da garantirti di lottare con continuità per i primi otto posti. Come stanno andando le cose con la nuova vettura?
R: Direi bene, ma non benissimo. Siamo affidabili, ma vorremmo essere ancora più competitivi. Nel corso della stagione ci saranno molti nuovi componenti che ci permetteranno di ridurre ulteriormente il gap con chi ci sta davanti, quindi siamo fiduciosi.
D: Ora la scuderia si chiama Midland, e della Jordan nulla sembra essere rimasto. Ci puoi dire quali sono stati i maggiori benefici portati dalla nuova dirigenza?
R: L'organizzazione. Ora abbiamo ben chiaro quali obbiettivi perseguire per il futuro. Questa è la maggiore novità.
D: Qual è il target di Tiago Monteiro e della Midland per il 2006?
R: Difficile da dire. Cercheremo a tutti i costi di stare davanti alla Toro Rosso, ma con i telai della Red Bull e i motori V10 depotenziati (è l'unica scuderia che li adotterà, ndr) ci sarà da lottare - non è più la Minardi. Vorremmo poter battagliare con la Red Bull, ma dovremo lavorare molto.
D: Ora che si sono ritirati quasi tutti i team privati, la forbice tra i primi e gli ultimi si sta riducendo in Formula 1?
R: Direi proprio di no. Sebbene alle spalle abbiamo una grande multinazionale, il nostro budget è ancora circa cinque/sei volte inferiore rispetto ai team di punta, che contano anche più staff. Impossibile pensare di competere con loro.
D: Cosa ne pensi del nuovo team Super Aguri?
R: Sono molto contento che siano riusciti ad iscriversi, c'erano poche scuderie e il loro contributo sarà importante per tutti. Certo avranno da soffrire nella prima parte di stagione, anche se nel 2002 i telai della Arrows non erano poi da buttare. Credo che faranno il salto di qualità a campionato inoltrato, soprattutto grazie al supporto diretto della Honda, ma è difficile dire quando e a che livelli arriveranno.
D: L'anno scorso sei passato alla storia perché hai terminato quasi tutte le gare. Si tratta di una tua tattica?
![]() |
R: Assolutamente no. Dopo aver terminato le prime 12 gare la gente iniziava a parlare della mia continuità e da allora ho capito che stavo stabilendo un nuovo record, ma sinceramente non ci ho ma dato troppo peso. Ogni volta che salgo in macchina prendo tutti i rischi del caso per cercare di essere più veloce possibile, evitando però di fare delle stupidate. Per esempio se lotto per la 13ma piazza e quello davanti a me comincia a chiudermi ogni spazio rischiando di provocare un incidente, me ne tengo alla larga. In questa maniera ho fatto molti chilometri nel 2005, e mi sento avvantaggiato perché ho aumentato il feeling con l'abitcaolo.
D: Come mai Narain Karthikeyan, il tuo ex compagno di squadra, non si è nemmeno lontanamente avvicinato al tuo record? Si tratta di stili di guida diversi?
R: Penso che sia io che Narain abbiamo spremuto il mezzo fino in fondo nel 2005. Semplicemente lui ha commesso più errori che lo hanno costretto al ritiro. Lo conosco bene, corriamo insieme dai tempi della Formula 3 e il suo modo di condurre non è mai cambiato: estremamente veloce e al contempo propenso all'errore. Io invece punto sulla costanza.
D: Cosa significa per il Portogallo avere un pilota in F1?
R: Moltissimo. Sapete, in Portogallo ci sono numerosi appassionati che sono stati contenti di vedermi a bordo di una Formula 1, ero il primo che ci riusciva dopo 10 anni. Ma le cose sono cambiate dopo il GP degli Stati Uniti: sono stato l'argomento di maggior interesse nelle cronache dei settimanali! In questo modo si è avvicinato a questo mondo anche chi non aveva mai visto una gara…
D: Per di più sei finito sul podio!
R: La classica occasione che ti capita una volta nella vita. Una scuderia come la Jordan poteva puntare a quel tipo di risultato soltanto in condizioni estreme, come quelle verificatesi ad Indianapolis - per noi non c'era motivo di non correre. Sul podio ho esultato come se avessi vinto io: del resto i miei rivali, il compagno di squadra, le due Minardi, erano lì con me e ho battuto entrambi.
![]() |
D: Deve essere stata una gara mozzafiato. Raccontaci le tue paure all'interno dell'abitacolo
R: Devo confessarvi che avevo il grosso timore che la macchina cedesse. Avevo finito tutti i GP precedenti, e pensavo dentro di me "adesso è la volta buona…"; invece fortunatamente tutto è andato liscio come l'olio. Non ci sono mai state bandiere blu e così sono riuscito a spingere per tutta la gara. Ho concluso con 30 secondi di vantaggio su Narain, davvero un ottimo risultato!
D: Toglici una curiosità: come mai la Midland ha atteso così a lungo prima di confermarti?
R: È bizzarro quanto possa accadere quando sei tanto preso dal lavoro. Il team aveva esercitato l'opzione che aveva nei miei confronti già il 2 novembre. A quel punto ho chiesto di poter dare ufficialità alla conferma in Portogallo, per via dei miei sponsor, e i capi hanno dato il loro consenso. Intanto hanno cominciato a girare strane voci sul mio futuro, ma abbiamo deciso egualmente di aspettare. Posso dirvi in tutta onestà che il mio contratto scade nel 2006 con un'opzione per il 2007.
D: Una tua opinione sul nuovo compagno di squadra, Chrisjian Albers
R: Non lo conosco molto bene, ma so che è molto veloce. Insieme potremmo toglierci grosse soddisfazioni.
![]() |
D: Un'ultima domanda, Tiago: se ne avessi la possibilità, andresti in un team più forte?
R: Bella domanda! In verità se la Midland confermasse le sue intenzioni e i progetti di crescita fossero realistici per il futuro, non vedo davvero il motivo per cui dovrei scegliere un'altra scuderia. Certo, a volte ti capitano occasioni a cui è impossibile dire di no, come è successo a Fernando Alonso, ma in definitiva mi sento di dire che rimarrei qui volentieri.
| Notizie Tiago Monteiro | |
|---|---|
| 28 Apr. | Anche Monteiro a Le Mans |
| 29 Nov. '08 | Tiago Monteiro Grand Prix |
| 08 Mar. '07 | Monteiro passa alla WTCC |
| 13 Feb. '07 | Monteiro punta al ritorno in F1 nel 2008 |
| 22 Dic. '06 | Monteiro passerà alla Toro Rosso? |
| 15 Dic. '06 | Monteiro contro Massa in un evento sui kart |
| 21 Nov. '06 | Tiago Monteiro soddisfatto del rally dell'Algarve |
| 07 Nov. '06 | Per Monteiro la priorità è la Spyker |
| 16 Ott. '06 | Monteiro sta trattando la riconferma alla Spyker |
| 05 Set. '06 | Non c'è motivo di cambiare team |
| 01 Set. '06 | Monteiro: "Resterò alla Midland" |
| 26 Ago. '06 | Albers costretto alla sostituzione del motore |
| Altre notizie di Tiago Monteiro, Foto | |
| 01 Dic. | ||
| 02 Dic. | ||
| 03 Dic. | ||
| descrizione completa | ||
|---|---|---|