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Sakhir, i segreti tecnici del circuito

Sakhir, i segreti tecnici del circuito

09 Marzo 2006

Come si comporteranno vettura e motore sul circuito di Sakhir? Il Team Renault F1 ce lo spiega...

Telaio

Frenata: Il Sakhir rappresenta una sfida importante per l'impianto frenante. Assieme a Montreal, questo è il circuito più severo in termini di frenate. I piloti rallentano da 300 km/h fino ad inserire la prima o la seconda marcia in tre punti. Inoltre, le curve 4 e 13 si susseguono a ritmo serrato, il che significa che l'impianto frenante non ha tempo per raffreddarsi. Questo può causare l'ossidazione dei freni e ciò comporta qui l'adozione dei condotti di raffreddamento freni più grandi della stagione.

Maneggevolezza: La vettura deve essere ben bilanciata per minimizzare il sovrasterzo in uscita dalle curve lente e per consentire una buona tenuta in frenata, in particolare per le curve 10 e 13 dove i piloti devono cominciare a curvare mentre stanno ancora frenando. Ciò rende importante trovare il miglior assetto possibile facendo un compromesso tra il bilanciamento nelle curve lente e la morbidezza delle sospensioni nei tratti lenti per generare sufficiente grip meccanico. Per ottenere questo utilizziamo dei supporti delle sospensioni in gomma sui quali la scocca "si appoggia" alle alte velocità quando il carico aerodinamico è elevato e che permette alle sospensioni di lavorare al meglio alle basse velocità generando il grip necessario.

Pneumatici: Data la presenza di sabbia sulla superficie del tracciato, il grip del circuito è sempre relativamente basso. Il che significa che i piloti devono stare il più possibile in traiettoria per evitare di sporcare gli pneumatici. Il circuito, in generale, non è particolarmente esigente dal punto di vista dell'usura delle gomme che svolgono un gran lavoro soprattutto in accelerazione all'uscita dalle curve lente.

Motore

Il Gran Premio del Bahrain è un circuito molto esigente in termini motoristici. Trascorrono circa il 70% del tempo a pieno regime, portando il Sakhir nella top 5 dei circuiti più esigenti dell'anno per i motori.

Con temperature elevate, il motore subisce un 'offset acustico'. Ciò significa che man mano che la temperatura aumenta, il regime di potenza massima viene raggiunto a circa 300 giri/min. in più per ogni 10°C di temperatura. In precedenza questo effetto veniva compensato in parte grazie all'adozione di condotti di aspirazione a trombetta a geometria variabile. Nel 2006 questa soluzione non è più consentita, il che significa che i team dovranno tenere in debita considerazione la temperatura ambientale per tarare correttamente la lunghezza dei tromboncini di aspirazione. Le trombette a geometria variabile consentivano ai team di adattare il motore ad un più ampio spettro di condizioni operative, mentre le trombette fisse devono essere tarate in modo più preciso in funzione delle condizioni predominanti per ottenere le massime prestazioni.

Il rischio primario per il motore resta la possibilità di aspirare sabbia che causerebbe danni catastrofici ai pistoni, alle valvole ed alle fasce. Perciò il Team presta molta attenzione ai filtri dell'aria. Nonostante alcuni materiali possano far perdere qualcosa in prestazioni, risultano più efficienti per proteggere il motore. Anche se il V8 necessita di minore raffreddamento rispetto al V10, la potenza inferiore del motore fa sì che il tempo trascorso a gas spalancato è aumentata. Come sempre, il miglior impianto refrigerante dovrà essere un compromesso tra capacità di raffreddamento e prestazioni aerodinamiche.


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