
Per quanto riguarda il motore, il GP di Spagna non rappresenta certo un ostacolo insormontabile: l'elevato carico aerodinamico limita la velocità massima delle monoposto, e le curve sono tendenzialmente di media percorrenza.
Questo comporta che non siano necessari nemmeno elevati spunti di potenza, mentre invece è importante avere una certa progressività nell'erogazione dei cavalli, per rendere la monoposto più guidabile e stressare il meno possibile le gomme, che rappresentano un'incognita. Nel complesso, si percorre il 69% del giro con la farfalla dell'acceleratore aperta.
Il lungo rettifilo centrale nasconde infine un'insidia per la lunghezza della settima marcia. Bisognerà valutare la presenza di vento che può rallentare la macchina spirando in senso contrario, o dell'eventualità che il pilota si trovi in scia ad una F1 più lenta e possa sfruttarne la scia per il sorpasso alla prima curva. Su questo aspetto si concentreranno soprattutto le prove di venerdì.
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