
Un amico storico di F1Racing.net, Colin Kolles, si lascia andare ad un commento sul campionato 2006 in un'intervista esclusiva rilasciata al nostro sito. Ecco le sue impressioni
D: Per te è stata una stagione ricca di impegni: ricostruire da zero il team, il passaggio alla Spyker e la nuova fornitura di motori. Cosa ci racconti?
R: Davvero impegnativa questa stagione. L'obbiettivo principale era quello di dare stabilità economica alla squadra - e ci siamo riusciti. In secondo luogo bisognava fare in modo che i ragazzi si integrassero meglio tra loro - anche in queso caso abbiamo intrapreso la strada giusta. Ora dobbiamo puntare anche a far punti. La realtà parla chiaro: zero punti in diciotto gare non sono un risultato soddisfacente. Del resto non puoi arrivare molto più in alto quando le macchine sono costantemente tra la sedicesima e la ventiduesima posizione.
D: Paragonando la Midland del 2006 alla Jordan del 2005, quali sono stati i progressi?
R: Ironia della sorte, nel 2005 abbiamo ottenuto molti punti (addirittura un terzo posto), quest'anno nessuno. E' chiaro che gare come quella di Indianapolis non accadono ogni stagione. In più è saltata anche Spa, dove Tiago era giunto ottavo lo scorso campionato e dove la Jordan si è tradizionalmente comportata sempre bene. Tuttavia - ve lo posso garantire - la vettura 2006 è stata decisamente migliore di quella passata.
D: Il piccolo particolare è che anche gli altri migliorano! Guarda per esempio la Toro Rosso e comparala alla Minardi
R: Non sono affatto d'accordo sul fatto che una scuderia possa utilizzare la scocca di un'altra squadra, anche se il regolamento lo consente. E' vero, rispetto alla Minardi hanno fatto dei grossi progressi, ma il loro unico punto è arrivato in maniera un po' fortunosa.
D: Sapresti quantificare i progressi sulla M16 rispetto alla vecchia monoposto?
R: Indubbiamente abbiamo evoluto in maniera decisa il progetto. Pensa che nel 2005 ci prendevamo in media 4 secondi e mezzo a giro, quest'anno abbiamo girato a due secondi circa dai primi. Certo, non è cambiata la classifica, ma fa riflettere su come il team abbia lavorato. Comunque c'è da fare ancora molta strada. Non credo che il nostro problema siano stati i piloti: se avessimo dato loro una macchina migliore sono certo che i risultati sarebbero arrivati.
D: Hai parlato di piloti: dacci un giudizio sui due di quest'anno
R: Conosco Christijan da diverso tempo e so che è molto veloce. Certo che anche per lui è stata una stagione dura. Puoi avere un ottimo guerriero, ma se gli dai una spada arrugginita sarà difficile che faccia qualcosa. Per quanto riguarda Tiago, il suo maggior talento è la continuità. Ha portato quasi sempre la macchina a casa. Se fossimo stati più competitivi avrebbe racimolato tanti punti quest'anno.
D: L'anno scorso si sono seduti sulla vostra macchina tantissimi test driver: Adrian Sutil, Markus Winkelhock, Giorgio Mondini, Alex Premat e Ernesto Viso. Come li giudichi?
R: Sono tutti giovani molto interessanti, che primeggiano nelle rispettive categorie (GP2, F3, Renault World Series). Credo che per almeno uno di questi ci sia un futuro immediato in F1, e non necessariamente con noi.
D: L'entrata in pista della Spyker è stata uno degli episodi più discussi dell'anno. Raccontala dal tuo punto di vista
R: E' cominciato tutto già in Bahrain. Avevo sentito parlare di un certo gruppo "M" intenzionato all'acquisizione della Midland. Mi sono interessato e dopo cinque minuti eravamo già seduti al tavolo delle trattative. La Spyker è sempre stata interessata a questo progetto, la cosa più difficile è stata portare le parti ad un accordo.
D: Avere un logo prestigioso come quello della Spyker sul musetto quanto ti stimola?
R: Beh, non possiamo certo dire che si tratti di una delle più grosse case automobilistiche, ma produce delle macchine molto belle e potenti - e questo di per sè è un fattore positivo. Se metti anche Michiel Mol, un appassionato di vecchia data ed esperto conoscitore del mondo della F1, sul muretto dei box capisci che questo è un altro punto a nostro favore.
D: E che ne dici del ritorno di Mike Gascoyne?
R: Sono estremamente soddisfatto che Mike sia ancora dei nostri. Abbiamo ottimi ingegneri capeggiati da James Kay, ma nemmeno per un talento come lui è facile tirare via altri due secondi dalla nostra macchina. Una vecchia volpe come Mike è proprio quello che fa al caso nostro per raggiungere vette di maggiore competitività. A differenza del passaggio di Adrian Newey alla Red Bull, per Mike questo è una specie di ritorno alle origini, visto che ha lavorato con noi ai tempi della super Jordan (1999). Conosce James da diversi anni e questo ci permetterà di ottenere subito ottimi risultati, secondo me.
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