Formula 1
23 Novembre 2009

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Newey: "Così ci prepariamo per Montreal"

Newey: "Così ci prepariamo per Montreal"

05 Giugno 2007

La Red Bull si prepara al Gran Premio del Canada con particolare attenzione riservata ai freni, uno degli elementi più sollecitati sul tracciato di Montreal, e alla risoluzione dei problemi di affidabilità manifestati recentemente dalla vettura, in particolare sotto l'aspetto del cambio.

"La nostra preparazione ha dovuto tener conto che si tratta della più difficile pista del calendario per quanto concerne i freni", dichiara Adrian Newey. "Così come la maggior parte delle squadre, abbiamo dedicato molta attenzione alle prese di raffreddamento dei freni, ed anche montato ali più piccole. Abbiamo anche dovuto adeguarci alle nuove misure di controllo della rigidità delle ali introdotte dalla FIA da questa gara, per verificare se qualche ala flette troppo, illegalmente. Avevamo collaudato la nostra configurazione per Montreal negli ultimi due giorni di prove private svolte al Paul Ricard prima del GP di Monaco. L'ala posteriore che avevamo utilizzato in quell'occasione era una versione ridotta di quella già utilizzata a Melbourne, per cui effettueremo direttamente in Canada la prima prova pratica della nostra definitiva nuova ala posteriore in versione a basso carico aerodinamico. Abbiamo anche cercato di venire del tutto a capo dei nostri problemi d'affidabilità, concentrati per lo più nella zona degli accessori elettro-idraulici del cambio e credo che, a questo proposito, abbiamo effettuato un vero passo avanti. David avrà un motore nuovo per questa gara, mentre Mark utilizzerà quello già montato a Monaco".

Nella memoria di Newey, il circuito di Montreal evoca ricordi agrodolci: "Il Gp del Canada 1991 avrebbe dovuto essere la mia prima vittoria in una gara di F1 in veste d'ingegnere. Nigel Mansell era, infatti, al comando della corsa con un confortevole margine di vantaggio," ricorda Adrian Newey. "Il resto è quella che viene chiamata storia." Mansell aveva deciso di salutare la folla in quell'ultimo giro e, secondo alcune versioni dell'accaduto, aveva smesso di cambiar le marce tanto che il programma di gestione spense il motore e l'inglese dovette accostare la sua macchina a bordo pista senza poter tagliare il traguardo.

"In quel momento fu molto difficile da accettare, perché pensavo sinceramente che -dopo anni di tentativi con la Leyton House e la Williams- avrei finalmente conquistato quel primo successo, quando a poche centinaia di metri dal traguardo tutto è sfumato. Mi ricordo che ne fui estremamente scoraggiato".


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