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Coulthard parla del suo GP di casa

Coulthard parla del suo GP di casa

03 Luglio 2007

David Coulthard potrebbe essere molto lontano da un'altra vittoria nel Gran Premio di Gran Bretagna, schierandosi a Silverstone questo weekend, ma lo scozzese ha memorie speciali per le sue due vittorie nel suo Gran Premio di casa.

"Da ragazzo ho campeggiato a Silverstone e mi ricordo che, un anno, forse nel 1989 o nel 1990, durante il warm-up della domenica mattina, ero in piedi all'interno della curva di Stowe ed ho potuto osservare le Ferrari venir fuori dall'Hanger Straight, e mi sono detto da solo 'Accidenti, è incredibile'," ha detto Coulthard. "E' per questo che ancor oggi capisco benissimo cosa voglia dire essere un tifoso. Voglio dire a tutti coloro che verranno al circuito che auguro loro che si divertano e che possano assistere ad un grande spettacolo di Formula 1".

"Una pista di F.1 non lo offre sempre, ma quando accade è molto impressionante. Se prendete la sequenza di curve dalla prima alla quinta della pista di Silverstone... ebbene, non c'è nessun altra così veloce nel mondo! Vi assicuro che bisogna affrontarle col coltello tra i denti per inanellarle tutte bene una in fila all'altra ed uscirne fuori perfettamente. Se vi recherete in quella parte del tracciato ad osservare i piloti in azione, scoprirete che è veramente impressionante. Non ci sono molti circuiti con curve di quello stampo. L'Eau Rouge, a Spa, è una gran bella curva, ma Silverstone ha quattro curve di quel livello di velocità e difficoltà.

"Le mie due vittorie nel GP di Gran Bretagna sono tra le più vivide nei miei ricordi dei 13 successi che ho conquistato in F1. Quando ragazzo andavo a Silverstone ad ammirare il Gran Premio, se qualcuno mi avesse detto che un giorno avrei vinto il GP di Gran Bretagna, ne sarei stato deliziato. Vincere addirittura due volte è stato fantastico. Il momento più memorabile, per me, al GP di Gran Bretagna non coincide, però, con quei due successi, ma risale al 1995. Stavo arrivando alla curva Stowe, che a quei tempi era una curva a 90° a destra, e superai Alesi per prendere il comando della gara. Ho potuto, allora, udire la folla urlare di gioia, con un boato tale da sovrastare il rombo del mio motore, e fu un'esperienza incredibile! Non avevo mai sentito nulla di simile, prima, nella mia vita, e non ho mai più udito nulla di simile da allora. Non vinsi quella gara per noie elettroniche, e venni anche penalizzato di 10'' per eccesso di velocità nella corsia box e mi classificai, credo, secondo.

Si dicono spesso molte cose su quello che significhi disputare il proprio GP di casa, ma io credo che in realtà non faccia nessuna differenza nel proprio livello di prestazioni, visto che proviamo sempre tutti a fare del nostro meglio ad ogni gara. Correre sulla pista di casa non mi procura, quindi, nessuna pressione ulteriore. Inoltre, quando si è all'interno del paddock, si è talmente lontani dal mondo esterno, che ci si potrebbe illudere di essere in qualsiasi altra parte del globo. Ma si realizza immediatamente di trovarsi nella gara di casa non appena si mettono le ruote in pista e si vedono tantissime bandieri britanniche sventolare in tribuna. Ed a volte anche qualche vessillo con la croce scozzese!".


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