
Continua con altri colpi di scena la spy-story dell'estate: dopo le missive di Luigi Macaluso (30 luglio) e Max Mosley (31), oggi è Ron Dennis a prendere carta e penna.
In una lettera indirizzata al presidente dell'ACI-CSAI e, per conoscenza, a quello della FIA e della Ferrari, il CEO della McLaren-Mercedes difende la sentenza del Consiglio che giovedì scorso ha ritenuto non punibile la scuderia di Woking.
In buona sostanza Dennis denuncia come la visione di Macaluso sia eccesivamente di parte e sottolinea il fatto che sia stata proprio la Ferrari a partecipare al Gran Premio d'Australia, peraltro vinto da Raikkonen, con una monoposto irregolare. A seguito dello scambio di e-mail tra Stepney e Coughlan la McLaren aveva sollevato il problema alla FIA che, rilevando la non conformità del fondo piatto della Ferrari, le aveva costretto di cambiarlo.
"Se non fossimo intervenuti per tempo probabilmente la Ferrari starebbe ancora correndo con una vettura irregolare. In seguito il mio team ed io in particolare siamo stati presi di mira per non aver fatto il nome di Nigel Stepney, che aveva passato a Mike Coughlan quelle informazioni. Rigetto totalmente le accuse mosse nei miei confronti, poiché ritengo che non si debbano mettere in prima pagina i nomi dei tecnici che dubitano della regolarità della vettura della propria squadra. Se così si facesse, in pratica nessuno sarebbe più spinto a denunciare la verità per timore di ritorsioni.
Tuttavia, dopo aver saputo che Coughlan aveva ottenuto quelle informazioni da Stepney, come scuderia abbiamo ritenuto opportuno che i contatti tra queste due persone non dovessero più andare avanti. Per questo Neale ha dato delle chiare disposizioni a Coughlan di interrompere qualsasi relazione con Stepney. Se da una parte non ho nulla da ridire sul comportamento di Stepney, che ha semplicemente denunciato un'attività illegale della squadra per cui lavora, dall'altro non abbiamo ritenuto opportuno che avesse come referente Coughlan.
Quindi se proprio si devono fare delle accuse queste devono essere mosse nei confronti della Ferrari, che ha vinto il Gran Premio d'Australia utilizzando un dispositivo non permesso.
Il dossier rubato
Questo aspetto non ha comunque nulla a che vedere con quanto intercorso in seguito tra Stepney e Coughlan, quando, il 28 aprile 2007, c'è stata la consegna del dossier riservato della Ferrari.
Bisogna in questo caso considerare quanto accaduto nelle settimane precedenti, quando Coughlan informò Neale che, nonostante i tentativi di interrompere le comunicazioni con Stepney, questi stava continuando ad inviargli messaggi. Neale fu quindi d'accordo sull'idea di installare dei firewall nei computer della McLaren che blocassero qualsiasi e-mail proveniente da Stepney.
Ciononostante Coughlan riferì a Neale che, a suo modo di vedere, l'unica soluzione per tagliare i ponti con Stepney era quella di un colloquio faccia a faccia, e Neale si disse d'accordo sulla soluzione purché fosse avvenuta al di fuori dell'orario di lavoro. Il 28 aprile 2007 ci fu un incontro a Barcellona tra Stepney e Coughlan e nessuno a parte loro due sa realmente cosa si dissero. A Neale Coughlan riferì che dopo quella discussione riteneva di aver definitivamente chiarito la situazione con Stepney e che da quel momento i due non si sarebbero più sentiti.
Da allora in poi nessuno alla McLaren seppe più nulla dei rapporti intercorsi tra i due sino al 3 luglio 2007. Tutti nella nostra azienda ritenevano il problema risolto.
Il 3 luglio la Ferrari richiese un intervento investigativo nell'abitazione di Coughlan dove furono rinvenuti due CD-ROM contenenti materiale riservato della Ferrari. Tengo a sottolineare che questi documenti furono trovati nella casa di Coughlan, non negli uffici della McLaren.
A quel punto la notizia era di pubblico dominio e Coughlan ammise di aver ricevuto il plico da Stepney durante il meeting di Barcellona, e di averlo accettato per "semplice curiosità" (le parole da lui usate). Custodì tali documenti nella propria abitazione e con l'aiuto della moglie li copiò su due CD-ROM in un negozio vicino casa. Gli originali furono triturati e bruciati nel suo giardino. Coughlan ha inoltre detto di non aver utilizzato le informazioni presenti nei documenti a lavoro e nessuno alla McLaren sapeva che Coughlan ne fosse in possesso.
Ora la Ferrari sta cercando di dimostrare che quelle informazioni abbiano portato beneficio alla McLaren senza averne la minima prova: è altresì chiaro che sta cercando di trarne un grande vantaggio nelle classifiche del campionato del mondo di F1. Inoltre la Ferrari sostiene che alcuni dipendenti della McLaren fossero a conoscenza di quanto stesse facendo Coughlan, confondendo però quello che accadde in marzo con quanto successe dopo il 28 aprile.
Sia ben chiara una cosa: la McLaren è venuta a conoscenza dell'irregolarità del fondo piatto della Ferrari grazie ad una corrispondenza tra Coughlan e Stepney, e fece presente la cosa alla FIA nel marzo del 2007. Dopo l'incontro del 28 aprile si ritennero i rapporti tra i due conclusi, come affermato da Coughlan a Neale. Inoltre la Ferrari sostiene che sia Neale che Taylor furono messi a conoscenza di alcune pagine del dossier da parte di Coughlan, pur essendo dimostrato dal Consiglio che nessuno dei due potesse immaginare la natura di quei documenti.
Taylor ricevette da Coughlan semplicemente un diagramma senza sapere se si trattasse di qualcosa di vecchio o di nuovo né che fosse estrapolato dal dossier della Ferrari.
In quanto a Neale, durante una cena informale il 25 maggio 2007, ricevette da Coughlan dei disegni ma si rifiutò di prenderli in considerazione. Nemmeno lui sapeva che fossero stati presi dal dossier della Ferrari. Coughlan stava infatti cercando di contrattare per un avanzamento di ruolo e aveva portato quei disegni.
Tengo ancora una volta a precisare che Coughlan ha ammesso di non aver mai utilizzato le informazioni contenute in quei documenti durante il lavoro sulla monoposto del 2007. I miglioramenti delle prestazioni della nostra vettura sono fondamentalmente merito della divisione R&S guidata da Patrick Lowe che ha dimostrato in maniera molto palese al Consiglio come non abbia fatto uso delle informazioni della Ferrari. Il ruolo di Coughlan era legato al controllo dell'affidabilità della vettura, e per questo motivo la McLaren ha condotto dei test molto severi per valutare se alcuni o tutti i documenti della Ferrari siano presenti o siano stati usati negli uffici in cui lavorava Coughlan, potendo dimostrare che questo non è accaduto. Cionondimeno la McLaren ha dimostrato davanti al Consiglio che nessuna informazione contenuta nel dossier della Ferrari è stata utilizzata sulla vettura, ottenendo l'approvazione della Corte.
Per questo motivo insisto nel dire che le continue accuse della Ferrari sono false.
A questo punto fornisco una mia interpretazione sullo scambio di informazioni tra Coughlan e Stepney. L'unica cosa che la McLaren sa di per certo è che alcuni giorni dopo il 28 aprile (il 2 maggio per la precisione) Stepney contattò la Honda per ottenere un ingaggio assieme a Coughlan, e i due avrebbero portato questi documenti come "biglietto da visita".
Questo per quanto riguarda le accuse mosse alla McLaren. Ora voglio passare all'altro punto della Sua lettera, quello riguardante l'impossibilità da parte della Ferrari di dimostrare la presunta colpevolezza della mia scuderia. Anche questo è falso, poiché il 6 luglio 2007 la Ferrari sottoscrisse un memorandum di 118 pagine che non fu consegnato alla McLaren immediatamente (ma soltanto il 20 luglio) in cui avrebbe potuto evidenziare le presunte irregolarità. Durante il processo inoltre fu data a Jean Todt dal presidente della FIA la possibilità di intervenire, ma disse di voler fare ulteriori commenti più avanti. Ora non capisco come possa dire che alla Ferrari fu negato il permesso di dimostrare le proprie ragioni.
In estrema sintesi sono in accordo col giudizio del Consiglio e ritengo che la McLaren non debba pagare per gli errori di Coughlan. Questo è uno dei più bei campionati del mondo di F1 degli ultimi anni e sarebbe una tragedia se uno dei protagonisti venisse eliminato per delle azioni che non possono essere ricondotte all'attività sportiva. Ritengo che debba essere la pista a decretare il più forte, non la giustizia.
Naturalmente presenteremo le nostre ragioni alla Corte di Appello della FIA, e riteniamo che alla fine la giustiziA prevarrà e che nessuna penalità sarà inferta alla McLaren.
In fede
Ron Dennis".
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