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30 Novembre 2009

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Intervista a Robert Kubica

Intervista a Robert Kubica

16 Gennaio 2008

Le persone dicono molto di se stesse quando si domanda che cosa porterebbero con sé su un'isola solitaria. La risposta di Robert Kubica, "automobile, gomme, benzina", non lascia dubbi sul fatto che, almeno per il momento, le corse sono la sua vita.

Nel 2006 arriva nel paddock come test-driver e terza guida del BMW Sauber F1 Team e viene subito assediato dai giornalisti. Kubica porta una ventata di aria fresca. Le sue risposte sono precise, concise, franche. A domande difficili non risponde con giri di parole, se non vuole parlare del privato, risponde con un secco "no". Se la domanda è provocatoria prende tempo per riflettere e di norma alla risposta il viso dell'interlocutore si apre in un sorriso.

Kubica affronta con grande determinazione la nuova sfida in veste di "rookie-tester" e il Team gli affida volentieri compiti impegnativi e importanti. Alla fine della stagione ha alle spalle 25mila chilometri di test e nelle ultime sei gare subentra a Jacques Villeneuve; il podio a Monza è il coronamento della stagione.

Al 27° giro del Gran Premio del Canada 2007 Kubica è protagonista di uno degli incidenti piú spettacolari della storia recente della Formula 1. Tutti nel paddock e milioni di spettatori alla televisione in tutto il mondo trattengono il fiato. Kubica perde lo spoiler anteriore in un contatto con la Toyota di Jarno Trulli, la macchina s'impenna, si schianta senza controllo contro un muretto, rimbalza, capotta diverse volte, perde pezzi sulla pista e ritorna a sbattere contro il muretto. Che un pilota possa uscire senza gravi lesioni da un incidente del genere sembra impossibile.… ma Kubica ha un grande angelo custode. E i crash-test prescritti dalla FIA nel corso degli anni hanno fatto sí che le vetture di F1 riescano a compensare e assorbire sollecitazioni di molti g. Il sistema HANS riduce il rischio di lesioni alla colonna verterbrale, a parte una caviglia slogata il pilota è illeso. Nel giro di pochi secondi, l'unico pilota polacco in Formula 1 diventa uno dei piloti piú famosi di questo sport.

Con se stesso Robert è duro e si dice deluso della stagione 2007. Anche perché alcuni inconvenienti tecnici gli costano dei punti. Però non rimugina sul passato. Quando a São Paulo, nella gara conclusiva della stagione, lascia il paddock dopo aver conquistato il quinto posto il suo pensiero è già rivolto al 2008. Non vede l'ora di risalire in macchina per affrontare la nuova stagione… che per lui comincia in quel momento.

Sei un grande appassionato di rally e nei weekend liberi vai a vedere le prove del Mondiale. Un giorno ti piacerebbe correre nei rally?
Ovvio, correre nei rally mi piacerebbe molto. Forse solo per divertimento. La questione è quando arriva il momento giusto e in quale fase della mia carriera si presenterà l'occasione di farlo. Al momento mi concentro al cento per cento sulla Formula 1. I rally sono una disciplina completamente diversa, seguirli con passione non influisce assolutamente sulla mia attività in F1. Se dovessi correre nei rally, ci sarebbero due opzioni: o al cento per cento, come sto facendo nella Formula 1, o per hobby. Ma questa seconda opzione sarebbe tra vent'anni.

All'inizio i media e i fan polacchi non erano ben informati sulla F1 e tu eri un po' arrabbiato. Adesso le cose sono migliorate?
Può essere che fossi un po' arrabbiato, ma ho sempre capito il problema. Prima che io arrivassi in Formula 1, in Polonia l'interesse per questo sport era scarso. Adesso nel mio Paese la Formula 1 ha molto guadagnato in popolarità. Rispetto a qualche anno fa l'audience televisiva è aumentata in misura incredibile. Personalmente non sono contento solo dell'aumento di popolarità, ma anche del seguito piú numeroso alle gare e degli appassionati che apprezzano questo sport e fanno il tifo per me. Un segno della popolarità che nel frattempo ha raggiunto la Formula 1 è anche il gran numero di fan venuti a Varsavia per vedermi al BMW Sauber F1 Team Pit Lane Park.

Visto il successo riscosso dal Pit Lane Park, pensi che un giorno la Polonia potrebbe ospitare un Gran Premio?
È possibile, però penso che ciò avverrà quando io non sarò piú nella Formula 1. Guardando le altre gare nuove in calendario si capisce quanto tempo ci vuole per preparare un Gran Premio. Comunque tutto può essere…

Non si vedono mai fotografie che ti ritraggono fuori dalla pista. Cosa fai con i tuoi amici durante il tempo libero?
Mi piace stare a casa e prepararmi alla gara successiva passando il tempo in un ambiente tranquillo e rilassante. Inoltre vado volentieri a vedere i rally e mi diverto facendo gare di rally al computer. Con gli amici mi piace giocare a poker. Gioco benino, ma come tutti vinco e perdo.

Come sarà correre in Formula 1 con le modifiche al Regolamento del 2008?
Non cambierà molto. Noi tutti ci adatteremo facilmente e rapidamente. È il nostro lavoro… e vincerà chi è piú veloce. Tutte le speculazioni prima della stagione sono inutili, come quelle dell'anno scorso sull'influsso delle gomme monotipo. Alcuni di noi, me compreso, hanno dovuto adattarsi un po' di piú alle caratteristiche delle gomme Bridgestone, ma non è stato difficile. Con le nuove regole dovremo controllare l'acceleratore con piú sensibilità e attenzione. Sono sicuro che si commetteranno piú errori e che ci saranno piú uscite di pista, soprattutto sul bagnato. Ma è una cosa che dovremo saper gestire. Tuttavia penso anche che correre con le condizioni che c'erano a Fuji nel 2007 sarà impossibile.

Che consiglio daresti a un giovane pilota che puntasse alla F1?
Allenarsi molto, provare provare provare, non mollare mai e lottare per quello che desidera fare, perché come in ogni carriera ci sono e ci saranno dei momenti difficili. Inoltre penso che si dovrebbe guardare all'automobilismo sportivo nel suo complesso e capire che la Formula 1 non è l'unica categoria che può offrire una carriera da professionista. La Formula 1 si può sempre sognare, ma a volte è meglio puntare a obiettivi un po' meno ambiziosi, perché altrimenti si perdono altre ottime opportunità.

Perché il tuo idolo nello sport è il campione di snooker Ronnie O'Sullivan?
L'ho visto giocare e penso che sia un grandissimo campione. So che molti non considerano il snooker un vero sport, personalmente penso però che sia molto duro. La maestria dei giocatori con le stecche, la coordinazione e la concentrazione sono incredibili. Molti piloti avrebbero indicato un altro pilota: per me ci sono tanti grandi campioni in molte discipline diverse.


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