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Nell'ecatombe spunta Hamilton

Nell'ecatombe spunta Hamilton

16 Marzo 2008 / Risultati / Foto

Inappuntabile prestazione di Lewis Hamilton nel Gran Premio d'Australia: il pilota della McLaren ha vinto la gara davanti a Heidfeld su BMW e Rosberg su Williams.

Il gruppo è stato falcidiato sin dalle prime battute in tre diversi momenti: mentre Hamilton partiva bene nonostante gli attacchi di Kubica, Massa finiva in testacoda danneggiando l'ala anteriore. Più dietro, sulla linea di partenza, un contatto metteva fuori gioco Vettel, Button e Fisichella, mentre qualche metro più avanti erano costretti alla resa Webber e Davidson.

Estremamente abili a sfruttare il parapiglia creatosi erano Raikkonen, Sato e Piquet, risaliti di diverse posizioni. Naturalmente si rendeva necessario l'intervento della safety-car e questo permetteva a Massa di sistemare la monoposto e di rientrare una seconda volta per il rabbocco di carburante - una manovra che lo avrebbe relegato in fondo al gruppo.

La classifica vedeva dunque Hamilton in prima posizione seguito da Kubica, Kovalainen, Rosberg, Heidfeld, Trulli, Barrichello, Raikkonen, Coulthard, Alonso, Sato, Piquet, Glock, Sutil, Bourdais, Nakajima e Massa. Le posizioni di testa erano cristallizzate con l'inglese che prendeva subito il largo grazie a una serie di giri veloci; solo Raikkonen era alle prese col coriaceo Barrichello e dopo numerosissimi sforzi sarebbe riuscito ad averne la meglio. Intanto si ritiravano Sutil e Trulli per problemi tecnici. Piquet perdeva rapidissimamente tutte le posizioni guadagnate mentre Massa risaliva di gran carriera sino ad arrivare alle spalle di Coulthard, con cui dava vita ad un incidente in un tentativo di sorpasso. La Red Bull superstite, nonostante la bassa velocità dell'impatto, finiva in mille pezzi e costringeva nuovamente l'ingresso della safety-car.

A questo punto la situazione si faceva complessa perché le McLaren, che avevano già effettuato il primo rifornimento, rimanevano in testa, ma alle loro spalle sopraggiungeva Raikkonen con i serbatoi ormai vuoti. Kubica infatti aveva perso la piazza d'onore dopo il pit-stop ed era stato superato anche dal campione in carica. Alle sue spalle il compagno Heidfeld e Alonso, che si sarebbe dovuto fermare di li a poco; dietro ancora Rosberg. Ancora qualche metro e le monoposto dei due brasiliani di Ferrari e Renault finivano KO, come del resto la Super Aguri di Sato: il regolare Bourdais e Glock avevano quindi strada libera e potevano risalire ulteriormente.

Alla ripartenza Raikkonen tentava il sorpasso ai danni di Kovalainen ma finiva lungo e doveva accodarsi in ultima posizione; Hamilton effettuava la seconda e definitiva sosta e Kovalainen prendeva il posto del leader. Per sua sfortuna pochi giri più tadi Glock finiva in testacoda danneggiando irreparabilmente la Toyota i cui detriti si erano sparsi lungo il tracciato: la safety-car doveva nuovamente entrare in pista costringendo sia il finnico che Barrichello, ormai a secco, ad entrare ai box. Per il brasiliano al danno si univa la beffa: stava infatti percorrendo la pit-lane in un momento in cui non era consentito, e tale manovra gli sarebbe costata presumibilmente il podio, visto che veniva punito con uno stop and go effettuato qualche giro più tardi.

Hamilton dormiva sonni tranquilli in prima piazza, mentre in seconda era giunto a questo punto Heidfeld seguito dall'ottimo Rosberg. Kubica, penalizzato dall'incidente di Glock, veniva messo fuori causa da Nakajima prima ancora che la vettura di sicurezza uscisse dal tracciato. Il giapponese invece sistemava il muso che aveva tamponato letalmente la BMW e poteva riprendere la gara. La quarta posizione era finita dunque nientemeno che nelle mani di Bourdais, alle cui spalle si stagliava la sagoma di Raikkonen, che tuttavia ci sarebbe rimasta per poco: fumata bianca anche per il motore del campione. Ringraziavano Alonso e Kovalainen: lo spagnolo era superlativo a superare i finlandesi in una sola manovra, ma sembrava non essere in grado di sopravanzare il francese tradito però, a soli quattro giri dal termine, dall'inaffidabile motore Ferrari. Per Fernando la quarta piazza sembrava cosa fatta ma al penultimo giro veniva infilato da Heikki che a sua volta doveva cedere la posizione proprio sul rettilineo dell'ultima tornata. In sesta piazza era risalito quindi Barrichello che però potrebbe essere escluso per essere uscito dai box con il semaforo rosso acceso; rimangono da accertare anche le responsabilità di Nakajima che tagliava il traguardo in settima piazza. Lo sfortunato Bourdais veniva in ogni caso classificato all'ottavo posto.

La gara odierna ha messo in evidenza lo splendido stato di forma della McLaren e di Lewis Hamilton: un'accoppiata perfetta che non ha mai fatto dubitare su chi dovesse essere il vincitore del Gran Premio iniziale. Note estremamente negative per la Ferrari e suoi piloti, autori di numerosissimi errori (due testacoda per Raikkonen); tra i debuttanti Bourdais si è messo in bella evidenza con un temperamento da pilota consumato mentre Piquet ha lasciato davvero l'amaro in bocca nonostante il passo di gara regolare. Diversi protagonisti hanno un conto in sospeso con la fortuna e potranno tentare di rifarsi già a partire da domenica prossima, quando si disputerà il Gran Premio della Malesia.



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