
Il Gran Premio del Bahrain è unico nel suo genere: posizionato nel bel mezzo del deserto, richiede una preparazione specifica delle vetture.
Di certo non è rinomato per le curve veloci: la presenza di lunghi rettilinei interrotti da brusche frenate richiede un grip meccanico notevole per uscire rapidamente dalle curve lente. Dal punto di vista tecnico il set-up è molto simile a quello di Melbourne, dove viene preferita l'accelerazione e la stabilità in fase di frenata.
Aerodinamica
Il carico aerodinamico, pur essendo simile a quello visto a Melbourne e Sepang, è in realtà più ridotto per l'assenza di curve veloci. Le ali quindi offriranno meno attrito all'aria per permettere alle vetture di raggiungere una buona velocità di punta anche se questo potrebbe renderle più nervose in fase di frenata.
Sospensioni
L'importante è il grip meccanico per uscire velocemente dalle curve lente, ed evitare soprattutto l'effetto sovrasterzo, particolarmente evidente in curva 10, che si affronta mentre si sta ancora frenando.
Freni
Si tratta dell'elemento cruciale di questo tracciato che, assieme a Montreal, è il banco di prova più severo per i freni. Ci sono ben tre frenate dove si passa dai 320 ai 120 kmh circa, portando ad elevate temperature i dischi. che divengono incandescenti nelle curve 4 e 13, essendo messi sempre sotto torchio. L'assenza del freno motore potrà rivelarsi particolarmente insidiosa per i piloti, perché un bloccaggio delle ruote potrebbe costringerli ad una strategia difensiva all'uscita delle curve 10, 13 e 14.
Pneumatici
Come all'Albert Park la Bridgestone porterà due tipi di gomme, le medie e le morbide. L'assenza di curve veloci rende questo aspetto poco rilevante: da notare invece che la sabbia che si deposita sull'asfalto rende sicura solo la traiettoria ideale.
Motore
Il Bahrain offre un buon test per gli ingegneri: l'acceleratore spalancato per il 63% del giro, ma le ultime generazioni di motori hanno dimostrato di poter operare a regimi elevati per periodi anche maggiori. L'unica accortezza sarà data dall'impianto di raffreddamento: le temperature sono molto elevate e la sabbia che si deposita nei radiatori potrebbe compromettere l'incolumità del propulsore.
Strategia
La mancanza di curve veloci rende meno penalizzante l'utilizzo di vetture pesanti; ciononostante, realisticamente, i primi dieci continueranno a preferire la strategia di due soste, che si dovrebbero verificare tra il 17-21 e il 35-40 giro. Per i rimanenti dodici si presume sempre una doppia sosta da effettuarsi stavolta a cavallo delle tornate 20-25 e 40-45
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