
Vittoria del pilota della McLaren al termine di un Gran Premio durato oltre due ore e ricco di colpi di scena; Kubica taglia il traguardo secondo e Massa terzo.
Hamilton si conferma abile interprete di corse rocambolesche: questo successo ricorda il suo primo in F1, in Canada l'anno scorso. Sin Dal via colpi di scena: alla Ferrari tardavano troppo a montare una gomma a Raikkonen che sarebbe dunque stato penalizzato con un drive-through; Kovalainen invece rimaneva fermo sulla griglia prima del giro di ricognizione e doveva partire dai box. Alla partenza ottimo spunto di Lewis che bruciava Raikkonen issandosi al secondo posto, mentre Alonso passava Rosberg. Da segnalare soprattutto l'incredibile accelerazione di Sutil che balzava dalla diciottesima alla quattordicesima piazza. I primi minuti di gara erano condizionati dalla pioggia battente che favoriva gli errori dei piloti: Rosberg dapprima urtava Alonso e doveva fermarsi per sostituire il musetto; Button rovinava l'ala anteriore in un contatto ed era costretto ai box esattamente come capitava a Glock; poi era la volta di Hamilton, che forava il pneumatico posteriore destro a seguito di un urto col guard-rail; stessa sorte per Alonso qualche chilometro dopo. Entrambi tuttavia riuscivano a rientrare in pista senza perdere troppe posizioni, visto che il ritmo di gara impartito dai primi, e in particolare da Massa, era notevolmente più basso rispetto al resto del gruppo.
Un'uscita di pista di Coulthard, che traeva in inganno anche l'inesperto Bourdais, il quale andava a tamponare la Red Bull già ferma sul tracciato, costringeva l'intervento della safety-car. Alla ripartenza Alonso sfruttava le gomme heavy-rain montate precedentemente per avere la meglio su Webber, ma rovinava anzitempo la gara con un azzardato sorpasso ai danni di Heidfeld, che lo costringeva ad un nuovo pit-stop. Gara compromessa anche per il tedesco che perdeva diverse posizioni a causa di una foratura, mentre Rosberg danneggiava nuovamente il musetto. Massa, in testa, vedeva sparire dagli specchietti Raikkonen che doveva fermarsi per la penalità; alle sue spalle saliva minaccioso Kubica che lo costringeva all'errore alla prima curva e si appropriava, seppur per pochi giri, della leadership della gara. Ma alle loro spalle Hamilton, forte di una strategia perfetta, recuperava rapidamente terreno e non aveva difficoltà a portarsi in testa con la macchina leggera, una volta che i due si sarebbero fermati per il primo rifornimento. Il brasiliano tuttavia si riprendeva la posizione davanti alla BMW. Intanto Raikkonen toccava le barriere e doveva fermarsi per la sostituzione del musetto; Glock proseguiva nel personale festival degli errori andando a sbattere col posteriore.
Nell'ingarbugliato walzer delle strategie la classifica mutava continuamente, fino a vedere in testa Hamilton seguito da Massa, Kubica, Webber, l'incredibile Sutil, Raikkonen, Barrichello, Nakajima, Vettel, Piquet, Rosberg, Button, Kovalainen, Trulli, Alonso, Glock e Heidfeld. La piogga aveva smesso da tempo di cadere e tra i primi ad azzardare il passaggio alle gomme slick c'erano i piloti Renault: Alonso faceva fatica a tenere in strada la monoposto mentre Piquet proprio non ci riusciva iscrivendosi alla lista dei ritirati alla quale si era aggiunto anche Fisichella per problemi tecnici. Hamilton in testa prendeva letteralmente il largo su Massa, in grave difficoltà in condizioni da bagnato; Kubica rimontava alle sue spalle e ne approfittava al secondo pit-stop. Più dietro ancora contatti tra Kovalainen e Button, mentre Sutil, che continuava a macinare giri impensabili, sopravanzava in quarta piazza anche Webber, tenuto a bada dal lento Raikkonen. Rosberg nel finale riaccendeva le danze con un doloroso incidente che costringeva un nuovo intervento della safety-car: alla ripartenza Hamilton manteneva il controllo della gara e doveva solo aspettare che scadessero le due ore di tempo limite, così come Kubica e Massa. Sutil era eccezionale nel tenere a bada Raikkonen ma nulla poteva quando il finlandese, uscendo come un pendolo impazzito dal tunnel, lo urtava nel posteriore e mandava in frantumi i sogni di gloria della Force India a soli dieci minuti dal termine.
E mentre la sfortunata scuderia si disperava ai box, Webber si riprendeva la quarta piazza tenuta per lungo tempo durante la gara; Vettel si portava addirittura in quinta posizione davanti a Barrichello, Nakajima e Kovalainen, ultimo pilota a punti. Raikkonen, autore del giro più veloce in gara, era nono, davanti ad Alonso, Button, Glock, Trulli e Heidfeld.
Al termine di questo GP sono molti i piloti a dover recriminare, in primis lo splendido Sutil che già nel 2007 si era segnalato come splendido protagonista sotto la pioggia monegasca; anche Trulli avrà di che lamentarsi con le strampalate strategie della Toyota, mentre Alonso deve fare un mea culpa per aver gettato all'aria troppo presto una gara che avrebbe potuto portargli dei punti preziosi. Le Ferrari hanno grandemente deluso, specialmente la numero 1: in affanno per tutta la gara non hanno saputo far tesoro della prima fila conquistata ieri, mentre la McLaren è stata fenomenale nel trasformare situazioni difficili in strategie vincenti. Hamilton si porta meritatamente in testa al mondiale, e Kubica e Massa risucchiano diversi punti a Raikkonen. Webber finisce in zona utile per la quinta volta consecutiva, stabilendo un record personale, e Nakajima, per quanto meno dotato di Rosberg, fa nuovamente risultato a differenza del compagno di scuderia.
Le classifica si riapre anche in quadro costruttori, con BMW e McLaren praticamente appaiate e un po' più vicine alle Rosse. Il prossimo GP si disputerà in Canada tra due settimane.
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