
Robert Kubica in queste prime sei gare ha ottenuto 32 punti che l'hanno posto quarto nella classifica piloti. Il corridore polacco torna nel prossimo fine settimana in Canada, dove l'anno scorso ebbe un tremendo incidente.
Lei è stato uno dei pochi piloti ad arrivare al traguardo del Gran Premio di Monaco senza commettere errori. E' una soddisfazione particolare per lei?
A dire il vero no. La gara è stata difficile, a causa della pioggia, che è caduta più di quanto ci saremmo aspettati. Le condizioni oltretutto cambiavano costantemente per cui era dura capire quale gomme scegliere. Dovevamo adattarci molto velocemente. Qualche piccolo errore l'ho commesso anch'io, un paio di volte ho avuto paura di finire anch'io nelle barriere, ma sono riuscito a controllare bene la macchina. In effetti è stato difficile guidare e sono contento di essermi adattato bene alla corsa, dove ho guidato in modo costante, mantenendo un buon passo. Anche le strategie sono state una sfida per tutti, ma sono arrivato sul podio, un risultato importante per me ed il team.
Il prossimo Gran Premio sarà a Montreal, dove l'anno scorso ha sofferto un brutto incidente. Avrà dei brutti ricordi pensando a quel fatto?
Non credo di dover superare problemi particolari. Si va a Montreal, che è uno dei miei circuiti preferiti. E' chiaro, si sa quello che è successo nel 2007, ma non devo dimostrare nulla, perché ormai è passato un anno e ho guidato finora senza problemi. In F.1 e in tutti gli sport motoristici i rischi sono sempre alti, ma non provo sensazioni negative. Vado a Montreal come a tutte le altre corse, con l'obiettivo di ottenere più punti possibili.
E' cambiato qualcosa nella sua vita dopo quell'incidente?
Assolutamente no.
Qual è lo stato mentale di un pilota di F.1? Affronta a proposito una preparazione particolare?
Lo stato mentale è importante in qualsiasi sport, ma in F.1 lo è ancora di più. Basta osservare l'ultima gara a Montecarlo. Monaco è difficile da affrontare in condizioni normali, figuriamoci sotto la pioggia. Abbiamo dovuto mantenere la concentrazione per due ore, guidando al limite in mezzo alle barriere, con le condizioni che cambiavano spesso. Monaco però è una delle corse più facili dal punto di vista della preparazione fisica, mentre è più difficile sotto il profilo della concentrazione. Non faccio un particolare training mentale, cerco di migliorare costantemente sia il fisico che la mente, credo di essere ad un buon livello. Tengo soprattutto conto della buona esperienza che ho fatto con le gare passate, migliorando anche attraverso gli errori.
Finora ha vissuto un ottimo inizio di stagione. Come si spiega questo miglioramento rispetto al 2007?
Non credo di essere migliorato così tanto, diciamo che ho vissuto più fattori negativi nel 2007. Ho fatto dei passi in avanti in varie situazioni, sia dentro che fuori dalla macchina. Tutti questi fatti mi hanno maturato e permesso di avere un feeling migliore con la macchina e altri fattori. I risultati di quest'anno sono la dimostrazione di quanto fossi maggiormente in difficoltà nella scorsa stagione. Il 2007 è stato abbastanza deludente per me, ma ho imparato molto e adesso sono contento di essere migliorato così tanto.
Si considera un potenziale candidato al titolo 2008?
Non credo, ma in Formula Uno può succedere di tutto. Nelle ultime corse non siamo riusciti a ripetere le prime prestazioni di inizio anno, quando eravamo vicini alla Ferrari e alla McLaren. Ora sembra più difficile per noi lottare ai vertici. Vedo favoriti Kimi Raikkonen, Felipe Massa e Lewis Hamilton, ma se si aprisse qualche opportunità anche per me non me la farò scappare. Io ho sempre lo stesso approccio in ogni gara: far rendere al meglio la mia monoposto e conquistare più punti possibile.
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