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Il Circuit de Nevers visto da Button e Barrichello

Il Circuit de Nevers visto da Button e Barrichello

18 Giugno 2008

Sebbene la pista del Circuit de Nevers presenti una superficie molto liscia, i grandi mutamenti dell'asfalto al variare delle condizioni atmosferiche costituiscono una delle maggiori difficoltà tecniche per i team nel weekend di gara. Una piccola variazione della temperatura della pista può influire enormemente sui livelli di grip, quindi i tecnici devono monitorare con attenzione tutti i cambiamenti e adattare conseguentemente l'assetto.

"Il Circuit de Nevers ha una superficie molto liscia e propone chicane veloci, ma nonostante sia divertente, si rivela anche particolarmente insidioso quando si cerca di compiere un giro veloce perfetto," conferma Jenson. "Il segreto per effettuare un giro davvero veloce è disporre di un avantreno perfettamente bilanciato, soprattutto nelle curve uno e due. In quest'ultima, si può perdere molto tempo se si producono eccessivi fenomeni di sottosterzo. La monoposto deve poi avere una buona stabilità e rispondere bene nei cambi di direzione, requisiti necessari per percorrere in modo ideale le chicane veloci.

"Il circuito è del tutto particolare, in quanto le curve sono molto veloci o molto lente," continua Rubens. "La lunga curva 3 viene percorsa a oltre 200 km orari e la velocità nelle chicane alle curve 6 e 11 è persino maggiore, mentre per il resto le curve si affrontano in prima o seconda marcia. L'ultima chicane presenta cordoli grandi, sui quali si può salire e guadagnare molto tempo se non si rischia di danneggiare la propria macchina. Alcune curve immettono in un'altra curva, quindi è anche importante disporre di una monoposto stabile che consenta di frenare e sterzare contemporaneamente."

La trazione, in particolare quest'anno con l'abolizione del traction control, influisce anch'essa in grande misura sul tempo sul giro, in quanto sono ben cinque le curve dalle quali le macchine escono in prima e in seconda marcia. Delle due chicane veloci si parla sempre molto ed esse richiedono grande attenzione da parte dei piloti, ma nessuna rappresenta una vera difficoltà tecnica poiché i carichi aerodinamici relativamente alti assicurano un buon inserimento e la stabilità in fase di conduzione.

La curva più importante del tracciato è la n. 3. Un buon bilanciamento in questo lungo curvone destrorso è fondamentale, in quanto all'uscita ci si immette su un rettilineo, in fondo al quale l'area di staccata per l'ingresso al tornantino Adelaide è il punto più favorevole ai sorpassi. I piloti devono pertanto riuscire a scaricare la potenza a terra il prima possibile, quando la macchina è ancora sottoposta a elevate forze di accelerazione laterale.


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