
Storica vittoria della Toro Rosso a Monza: Vettel ha vinto la gara condizionata dalle mutevoli condizioni climatiche, precedendo al traguardo Kovalainen su McLaren e Kubica su BMW.
La partenza è avvenuta dietro alla safety-car a causa del temporale che stava interessando la zona del tracciato: il plotone però era già privo dello sfortunato Bourdais, fermo sulla piazzola numero quattro con il motore spento - sarebbe riuscito a ripartire solo un paio di giri più tardi. Una volta rientrata la vettura di sicurezza il gruppo si sgranava, e Vettel, avvantaggiato dalla visuale pulita e da un set-up perfetto, prendeva subito il largo su Kovalainen. Alle sue spalle rimaneva Webber seguito da Rosberg, Massa, Trulli e Alonso. Kubica con una bella intuizione si era sbarazzato di Glock ed Heidfeld; dietro ancora Fisichella, Coulthard, Raikkonen, Hamilton, Barrichello, Piquet, Nakajima, Button e Sutil.
Fisichella teneva duro fintantoché le condizioni meteorologiche lo avrebbero consentito: Coulthard aveva tentato di superarlo commettendo però un errore e perdendo due posizioni. Con l'asciugarsi dell'asfalto però doveva cedere il passo sia a Raikkonen che ad Hamilton e Coulthard: proprio un contatto con lo scozzese, nel quale il musetto della Force India si era danneggiato, sarebbe stato fatale al pilota romano che rompeva l'ala anteriore all'ingresso della Parabolica e finiva addosso le barriere, finendo nella lista dei ritirati che, in questa gara, si sarebbe limitata al suo nome.
Hamilton, con una configurazione aerodinamica audace, era decisamente più rapido di Raikkonen e lo superava con coraggio alla prima curva di Lesmo; si lanciava dunque all'inseguimento dei diretti avversari che superava in un turbinio di emozioni e di manovre al limite del regolamento: dopo aver liquidato Heidfeld, infatti, sopravanzava Glock costringendolo sull'erba. Qualche giro più tardi medesima sorte toccava a Kubica. Intanto Massa, arrivato a ridosso di Rosberg, ne tentava l'attacco in due fasi distinte - dopo averlo superato al primo tentativo alla variante della Roggia aveva dovuto lasciare nuovamente la posizione al tedesco avendola guadagnata grazie al taglio di chicane.
La pista si andava asciugando col passare dei giri, ma tra coloro che avevano optato per i due pit-stop (tra cui Vettel, Kovalainen e Massa), nessuno tentava la carta delle gomme intermedie. La maggior parte dei piloti era comunque orientata alla singola sosta, come Hamilton, che dopo essere risalito in seconda posizione doveva ricedere il posto a chi aveva già rifornito. Tenere il filo della situazione a questo punto era molto complicato: Vettel rimaneva saldamente in testa con Kovalainen alle sue spalle; Kubica risaliva sino alla quarta posizione dopo una prima porzione di Gran Premio lunghissima, e Alonso, pur superato dal polacco, riusciva a recuperare montando per primo le gomme con minor scanalatura. L'altra BMW di Heidfeld, comportandosi analogamente a quella del compagno di squadra, si installava in quinta posizione davanti anche a Massa, che aveva anticipato il secondo rientro per sostituire pneumatici. Hamilton, che era rimasto a lungo in pista con le gomme da bagnato estremo, si trovava a dover rifornire e finiva addirittura in ottava posizione, superato all'uscita della corsia dei box anche da Webber. Il pilota australiano però veniva subitaneamente infilato all'ingresso della variante della Roggia e a si lanciava all'inseguimento del brasiliano della Ferrari.
Raikkonen, dopo essere stato superato dalla McLaren, era rimasto impantanato nelle retrovie: dopo aver montato le intermedie si trovava addirittura in quattordicesima piazza, alle spalle di Glock, Nakajima, Coulthard e Piquet. Solo negli ultimi dieci giri il campione in carica riusciva a lasciare il proprio segno, superando i quattro piloti appena descritti, siglando il giro più veloce della gara proprio nel passaggio finale e portandosi a ridosso della zona punti. Rosberg e Trulli intanto erano sprofondati ai limiti della classifica, che veniva chiusa dalle due Honda e dal bravissimo Bourdais, capace di sdoppiarsi e di lasciarsi alle spalle Sutil.
Nelle fasi finali della gara Vettel, sempre autorevolmente al comando, aumentava il proprio vantaggio ai danni dell'inconsistente Kovalainen, mentre Kubica teneva sotto controllo il terzo gradino del podio. Alonso era come al solito caparbio nel tenere a bada Heidfeld, Massa e Hamilton che gli avevano messo il fiato sul collo, ma a suscitare scalpore era la rimonta di Webber che arrivava al contatto con l'inglese della McLaren: solo la bravura del pilota della Red Bull e un pizzico di fortuna evitavano il ritiro di Mark, maliziosamente spinto sull'erba dal solito Hamilton. Alle loro spalle come detto rinveniva Raikkonen, precendente Piquet, Glock, Nakajima e Trulli e Rosberg, mentre Coulthard, toccandosi col giapponese della Williams, doveva cedere il passo a Button, finito quindicesimo. Ultime tre posizioni per Barrichello, Bourdais e Sutil.
Il successo di Vettel è chiaramente un evento storico: raramente capita di assistere alla vittoria del pilota di un team minore. Il tedesco è stato aiutato dalle condizioni meteo ma ovviamente ha dimostrato di essere un vero asso della guida, e di meritarsi gli elogi che diversi addetti ai lavori gli stanno riservando. In ottica campionato da registrare l'ennesima occasione persa da Raikkonen, la cui riconferma iridata è ipotese sempre meno realistica, ma soprattutto dell'avvicinamento di Kubica ai danni di Hamilton: ora il pilota polacco si trova a quattordici punti dal leader, che vede ridursi il vantaggio nei confronti di Massa ad una sola lunghezza. In graduatoria costruttori la Ferrari tiene un piccolo margine su McLaren e BMW, ma tutte e tre hanno concrete di chance di primeggiare. Il risultato di Alonso permette alla Renault di agganciare la Toyota al quarto posto mentre al sesto sale autorevole la Toro Rosso.
Prossimo appuntamento tra due settimane a Singapore, dove si disputerà il primo GP in notturna,
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