
Dopo l'annuncio dell'entrata in scena, nel 2010, del team "made in USA" USF1, Martin Whitmarsh ritiene che il ritorno della F1 negli Stati Uniti sia cosa fatta.
Il direttore tecnico della McLaren, che ha preso da pochi giorni il posto del dimissionario Ron Dennis, ritiene che la scuderia di Ken Anderson sia esattamente quello che serve per permettere alle monoposto tornare in America. "E' un mercato fondamentale non solo per la Mercedes, ma per tutti i costruttori attualmente impegnati in Formula Uno" ha aggiunto ad Autosport.
Il circus iridato era tornato a gareggiare negli USA, ad Indianapolis, nel 2000, dopo un'assenza durata nove anni (nel 1991 si era dispustato il GP a Phoenix). Tuttavia non c'è mai stato troppo feeling tra gli spettatori e la F1 e nel 2007 si è disputato l'ultimo Gran Premio. Ad Indianapolis accadde uno degli episodi più spiacevoli nella storia recente della F1: nel 2005, come molti ricorderanno, presero parte alla gara solo le sei monoposto Bridgestone (Ferrari, Jordan e Minardi), in quanto la Michelin non aveva portato pneumatici sufficientemente sicuri per affrontare la curva parabolica.
Whitmarsh ha spiegato che lui e Flavio Briatore sono solo due dei protagonisti che stanno facendo pressing su Bernie Eccelstone per un ritorno negli States.
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