
Come ai vecchissimi tempi il campionato si apre con il successo di una nuova scuderia, la Brawn-Mercedes: a Melborune vince Button seguito dal compagno Barrichello.
La domenica australiana ha offerto come di consuetudine colpi di scena e il risultato finale è maturato solamente a due giri dal termine. All'inizio infatti le cose non avevano preso una bella piega per Rubens Barrichello, secondo nelle qualifiche: una partenza al rallentatore lo aveva relegato al settimo posto, mentre Button manteneva salda la prima posizione. Lo stesso brasiliano della Brawn, nel tentativo di recuperare alla prima curva, avrebbe scatenato una vera e propria carambola in cui avevano la peggio Webber e Heidfeld, danneggiati al punto di divenire fanalini di coda del gruppo, e Kovalainen, che così inaugurava la poco invidiabile lista di ritirati. La classifica al termine del primo giro recitava quindi Button in testa, Vettel al secondo posto, Massa ottimo terzo, poi Kubica, Rosberg, Raikkonen, Barrichello, Nakajima, Piquet, Buemi, Fisichella. Da segnalare il portentoso spunto di Hamilton riuscito a recuperare diverse posizioni dopo la confusionaria prima curva.
Le Ferrari e Kubica, oltre a Hamilton partito dalle retrovie, montavano le coperture più morbide, i cui benefici, ben visibili durante i primi chilometri, andavano rapidamente scemando sino a costringere i quattro piloti ad un rientro anticipato, tanto era il degrado a cui erano soggette le gomme. Massa, che si era piazzato alle spalle di Vettel dopo il via, aveva quindi rallentato tutti gli inseguitori, permettendo così al duo di testa di costruire un enorme vantaggio. La gara veniva però riaperta da un fuori pista di Kazuki Nakajima, sino a quel momento abile interprete in grado di risalire in quarta piazza: la sua Williams finiva sul muretto lasciando detriti sulla pista, e costringendo l'intervento della safety-car. Un vero aiuto per Button e Vettel, abili a rientrare proprio mentre entrava la vettura di sicurezza (le norme di quest'anno lo prevedono), mentre Barrichello perdeva moltissimo tempo per un'indecisione dei meccanici ai box.
Una volta dismessa la safety-car la classifica rimaneva invariata per le prime posizioni: Massa risaliva in terza davanti a Kubica e Raikkonen, mentre il prodigioso Trulli, partito dai box, si ritrovava addirittura sesto davanti a Barrichello, Buemi, Rosberg, Hamilton e Alonso. Per la Ferrari i problemi erano appena inziati però: Raikkonen finiva in testacoda di li a poco rovinando definitivamente una gara opaca, mentre Massa doveva ritirarsi per un problema al servosterzo.
A questo punto le cose si facevano interessanti perché Button e Vettel, primi con un notevole vantaggio, dovevano ancora passare sotto la gogna delle gomme morbide, via crucis che invece aveva già affrontato il terzo, Kubica, nelle fasi iniziali. Rosberg, che era brillantemente riuscito a risalire alle spalle del polacco dopo aver recuperato ad un errore dei meccanici ai box, veniva letteralmente punito dagli pneumatici soft, visto che nell'arco di poche curve veniva trafitto da Trulli, Hamilton, Glock e Alonso, tutti comunque alle spalle dell'inossidabile Barrichello, ora quarto.
Anche i primi due erano alle corde e quando mancavano quattro giri alla fine Kubica sferrava l'attacco alla seconda posizione di Vettel: una manovra rovinosa, che si sarebbe conclusa con un contatto che non solo metteva fine ai sogni gloria, ma imponeva il secondo intervento della safety-car, che sarebbe uscita solamente all'ultima curva dell'ultimo giro: una formalità allora per Jenson Button, sicuro che nessuno potesse più superarlo per regolamento, tagliare per la seconda volta in carriera per primo la linea del traguardo sotto la bandiera a scacchi, coperto dal compagno Barrichello e da Trulli. Hamilton finiva quarto, quinto Glock, sesto Alonso, settimo Rosberg e ottavo Buemi, fantastico ad ottenere un punto all'esordio.
La classifica è ovviamente sub-judice: verrà confermata solo se, dopo il GP di Malesia, la Federazione riterrà regolari i retrotreni di Williams, Brawn e Toyota.
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