
La Ferrari minaccia di lasciare la F1 e non è un bluff o una provocazione. Ad assicurarlo è il figlio del Drake, Piero Ferrari, vicepresidente e membro del consiglio di amministrazione del team di Maranello. Al "The Guardian" l'erede di casa Ferrari spiega come sta maturando l'idea dopo l'annuncio fatto due giorni fa.
Il presidente Luca di Montezemolo aveva affermato che la scuderia di Maranello lascerà la F1 se la FIA non rivedrà il regolamentare del 2010 sul budget cap. Piero Ferrari ricorda che anche suo padre Enzo minacciò di lasciare la F1 per la 500 miglia di Indianapolis. Eravamo negli anni ottanta: "Anche all'epoca non era un bluff, ci stava pensando seriamente", ha ricordato Piero Ferrari, oggi 63enne. "E' la stessa cosa che stiamo vivendo oggi", ha aggiunto il dirigente di Maranello, che possiede il 10 per cento delle azioni Ferrari. Era anche lui presente alla riunione di due giorni fa, quando la Ferrari emise un comunicato in cui annunciava il suo ritiro qualora la FIA di Max Mosley deciderà di introdurre la linea dura del budget cap.
"La prima obiezione riguarda proprio il tetto del nostro budget, che rimane sempre difficile da controllare. La seconda riguarda la questione di garantire maggiore libertà per quanto riguarda le regole tecniche a chi sceglie la strada del limite al budget. Non si può partire per un Gran Premio senza utilizzare le stesse regole e le stesse specifiche tecnice", ha sottolineato Ferrari.
"E' come nel calcio. L'Inter spende tanti soldi per vincere, ma c'è ad esempio il Catania, che di soldi da spendere ne ha meno, ma non si può permettere ai siciliani di giocare in 12 e all'Inter in nove", ha aggiunto ancora Ferrari paragonando la F1 al calcio.
"Questo è quello che si vuole fare in F1 se passerà la linea della FIA. E' inaccettabile una cosa del genere".
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