Formula 1
21 Novembre 2009

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Intervista con Webber

Intervista con Webber

14 Luglio 2009

Dopo otto anni di corse il buon Mark ha finalmente ottenuto la prima vittoria, conducendo in maniera autorevole il GP di Germania.

Allora Mark, stai ancora pensando al successo di domenica?
Certo che sì! Oltretutto il fatto che sia stata la mia prima vittoria ha fatto ingiustamente passare in secondo piano l'en-plein della Red Bull: davvero era impossibile fare di meglio in queste due gare. Ero arrivato alle spalle di Sebastian già due volte, quindi sapevo che avevo delle carte da giocarmi.

Sabato sera avevi detto: "Adesso cerchiamo di levarci di torno questa sfiga". E' stato maggiore il senso di liberazione o quello di gioia dopo questo successo?
Probabilmente il senso di liberazione. Ho guidato per tanti anni dei team che non avevano alcuna speranza di vittoria... in più in quei giorni correva anche un certo Michael Schumacher, per cui le chance di finire in testa erano vicine allo zero. In pratica dovevi sederti su una Ferrari o una McLaren per sperare di vedere per primo la bandiera a scacchi. In questa nuova era della F1 le cose sono cambiate e anche i team come la Red Bull hanno delle possibilità di imporsi, se lavorano bene.

Hai ricevuto quasi 100 SMS dopo la tua pole position!
E circa 160 dopo la vittoria! Non so davvero come abbia fatto tanta gente ad avere il mio numero di cellulare. Comunque ero abbastanza rilassato per la gara. Sapevo di avere un certo margine sulle Brawn e pensavo che ad un certo punto della gara il mio vero avversario sarebbe stato Vettel. In tutta onestà speravo in una gara asciutta, con meno variabili da tenere in considerazione. Poi però le cose sono cambiate repentinamente col drive-through, ma attorno al 40 giro ho realizzato di dover portare a termine la corsa senza correre rischi.

Alcuni piloti, come Mansell o Hakkinen, ci hanno messo parecchio prima di ottenere la loro prima vittoria, ma dopo sono diventati inarrestabili. Ovviamente avevano delle ottime macchine, ma tu pensi di poter seguire il loro esempio?
Beh, è stata la prima volta che mi sono trovato a condurre una gara. Di certo è una bella sensazione e mi ha aiutato dal punto di vista della preparazione. Spero che questo momento positivo continui quanto più a lungo, anche se il futuro ci riserva delle gare molto impegnative.

Sei tornato in Inghilterra dopo la vittoria. Festeggiamenti?
Credo di aver commesso un piccolo errore di calcolo! In pratica sono tornato in tarda serata in Inghilterra, dopo essere stato impegnato con la stampa europea. Peccato che a quell'ora i media australiani iniziavano a mettersi in moto dopo la notte, sicché ho passato al telefono un sacco di ore e mi sono coricato alle 2:00!

E in fabbrica?
Beh lì c'è stata davvero una grande festa! Quando sono entrato in sala riunioni per il debriefing mi hanno messo il team radio dopo la bandiera a scacchi: non riuscivo a credere per quanto tempo sono stato capace di urlare! Poi ho festeggiato con tutti i meccanici, la maggior parte dei quali conosco dai tempi della Jaguar. Per me questo successo è importantissimo e desidero ringraziare tutti quelli che hanno lavorato dietro le quinte, Chris Horner, Mateschitz, la Renault. Un sincero ringraziamento a tutti.


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