
E' cosa nota che la Renault voglia disfarsi in qualche maniera di Nelson Piquet jr, figlio del campionissimo degli anni Ottanta.
Nelsinho corre(va) ogni gara con la spada di Damocle sulla testa, ma in questa lunga pausa ha deciso di scaricare la sua rabbia in un comunicato stampa ufficiale, che sicuramente avrà delle conseguenze sulla carriera del pilota brasiliano. Di seguito riportiamo i passaggi fondamentali.
"Ho ricevuto notizia dalla Renault di volermi sospendere in questa stagione di Formula Uno. Voglio ringraziare quel piccolo gruppo di persone che mi ha sostenuto e con cui ho lavorato duramente alla Renault, anche se naturalmente sono molto contrariato nel ricevere questa comunicazione. Allo stesso tempo però provo un senso di sollievo: sta per terminare il peggior periodo della mia carriera, ed ora avrò la possibilità di riportare le cose sulla giusta strada e di confermarmi come pilota veloce e vincente. Amo il lavoro di squadra e ci sono un sacco di persone che mi hanno aiutato e hanno scommesso sulle mie capacità, ad eccezione purtroppo della persona che ha avuto la maggiore influenza sulla mia carriera in F1.
Sapevo che la strada verso la F1 sarebbe stata difficile; per questo motivo io e mio padre abbiamo siglato un accordo con Flavio Briatore, che reputavamo essere un ottimo manager, con ottime credenziali e abilità. Sfortunatamente è stato proprio in quel momento che le cose hanno iniziato ad andare male. Nel mio primo anno ho solo coperto qualche chilometro di test, senza fare molta esperienza. L'anno successivo sono stato scelto come seconda guida della Renault. Dopo le prime gare si è creata una strana situazione: essendo un debuttante mi aspettavo molto supporto dalla squadra, e una preparazione che mi permettesse di raggiungere gli obbiettivi. Invece sono stato relegato come "quello che guida l'altra macchina", senza alcuna attenzione da parte del team. Inoltre, in numerose occasioni, un quarto d'ora prima dell'inizio della gara o delle qualifiche, il mio manager e capo mi minacciava, dicendomi che se non avessi ottenuto i risultati sperati mi avrebbero sostituito alla gara seguente. Non ho mai avuto bisogno di minacce per fare dei bei risultati: nel 2008 ho ottenuto 19 punti, finendo una volta sul podio in seconda posizione e disputando il miglior anno di debutto per un brasiliano in F1.
Per il 2009 Briatore, ancora manager e responsabile della Renault, mi aveva promesso che sarebbe stato tutto diverso, che avrei avuto le attenzioni che mi meritavo ma che non avevo mai ricevuto e che avrei ricevuto "quantomeno lo stesso trattamento" all'interno del team. Mi ha fatto firmare un contratto legato ai risultati, richiedendomi di ottenere almeno il 40% dei punti ottenuti da Fernando Alonso entro la metà della stagione. Nonostante Fernando fosse il mio metro di paragone, lui che ha vinto due volte il campionato del mondo e che è un pilota eccellente, ritenevo questo risultato ampiamente alla mia portata, se avessimo corso nelle stesse condizioni.
Sfortunatamente le promesse non sono state mantenute nemmeno questa volta. Con la vettura 2009 ho compiuto 2002km di test, contro il 3839 di Fernando. In solo tre giorni di test invernali ho trovato bel tempo, Fernando ha trovato bagnato solamente una volta. Ho provato solo con la macchina pesante, gomme dure e per la maggior parte delle volte durante il primo giorno (quando il tracciato non è ancora ottimale), mentre Fernando poteva girare con la macchina leggera, le gomme morbide e in buone condizioni di asfalto. Non ho mai avuto la possibilità di avere lo stesso sistema di set-up della macchina in qualifica: oggigiorno il gap tra il primo e il quindicesimo è spesse volte inferiore al secondo. Questo significa ceh anche 2 o 3 decimi in meno sul tempo sul giro possono fare la differenza, facendoti guadagnare tanti posti in griglia.
Inoltre, con i nuovi regolamenti, gli aggiornamenti aerodinamici devono essere provati di gara in gara. In quattro gare sulle nove disputate quest'anno, non disponevo delle consistenti novità che erano montate sulla macchina di Alonso. Gli stessi ingegneri della Renault mi hanno informato che senza gli aggiornamenti la mia macchina era più lenta di oltre mezzo secondo rispetto all'altra. Se guardo quello che è successo in Germania (dove, nonostante tutto, sono riuscito a qualificarmi meglio del mio compagno di squadra), con quelle migliorie sarei riuscito ad essere quinto sulla griglia, non decimo. Se avessi avuto quegli update sarei finito davanti a Fernando; eppure ci sono riuscito a Silverstone, pur avendo la macchina vecchia.
Sono pienamente consapevole delle mie capacità: non sono andato così distante con dei brutti risultati. Chiunque mi conosca sa perfettamente che i risultati che ho ottenuto sino a questo momento in F1 non rispecchiano le mie abilità e il mio curriculum. Le condizioni con cui ho avuto a che fare in questi due anni sono state molto strane, a dir poco: ci sono stati degli incidenti che credo difficilmente possano essere imputati solo a me come pilota. Se ora sento di dover dare delle spiegazioni è perché ho dovuto correre in condizioni ingiuste. Ho sempre creduto che avere un manager fosse importante: un manager dovrebbe incoraggiarti, supportarti e cercare di tirarti fuori tutte le possibilità. Nel mio caso è stato il contrario. Flavio Briatore è stato il mio boia
Sono abituato ad essere sotto pressione. Ho ricevuto delle critiche nel corso della mia carriera, e ho sempre avuto grandi apsettative a causa del mio nome. Sino a questo momento ho sempre mantenuto le promesse, e a volte ho fatto anche di meglio. Fino a questo momento non avevo mai sentito il bisogno di difendere la mia reputazione, perché sapevo la verità e volevo semplicemente concentrarmi sulle gare. Ora fortunatamente posso dire alle persone che mi hanno supportato nella mia carriera che sono tornato sulla retta via e considererò tutte le opzioni per iniziare una nuova stagione in F1, in modo corretto e positivo.
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