
Poche scarne parole di commento per Flavio Briatore, giovedì, il giorno dopo il suo addio alla Renault. L'ex team manager della scuderia francese ha voluto smentire che sia stata la Renault a cacciare sia lui che Symonds, in realtà sono stati loro due a presentare le dimissioni (che comunque sono state accettate).
Ora quello che è diventato il "Crashgate" verrà dibattuto lunedì presso il Consiglio Mondiale della FIA. Il team rischia le stesse misure prese nel 2007 nei confronti della McLaren per la spy story, con i piloti non sanzionati e la squadra esclusa dal mondiale. La Renault però sconterebbe quest'anno un'eventuale squalifica anche se il fattaccio, se così vogliamo chiamarlo, è successo l'anno scorso.
Briatore al The Mirror ha detto semplicemente: "Era mio dovere lasciare per salvare la squadra". Per l'ex proprietario del team omonimo, Eddie Jordan, tale decisione è un segno della colpevolezza del manager italiano, come una confessione.
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