Formula 1
28 Novembre 2009

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Hamilton trionfa a Singapore

Hamilton trionfa a Singapore

27 Settembre 2009

Nella lunghissima notte cittadina di Singapore Lewis Hamilton coglie l'undicesimo successo in carriera, secondo stagionale, davanti a Timo Glock su Toyota e Fernando Alonso su Renault.

Le battute iniziali erano cariche di pathos con il miglior spunto di Rosberg che permetteva alla Williams-Toyota di installarsi alle spalle della Freccia d'Argento del campione in carica, ai danni della Red Bull-Renault di Vettel. Quest'ultimo era insediato anche da Alonso, velocissimo allo spegnimento delle luci rosse: lo spagnolo però non solo non riusciva ad avere la meglio sul tedesco, doveva subire il sorpasso di Webber (irregolare, l'australiano lo passava tagliando una curva) e Glock: per questo motivo la Red Bull doveva far passare entrambi (la cosa sarebbe successa qualche giro più avanti), insediandosi in sesta posizione davanti a Barrichello, Kovalainen e Button.

Durante la prima fase di gara il trio di testa segnava letteralmente un solco con il quarto, mentre nelle retrovie Raikkonen apporfittava dell'errore di Buemi per risalire in dodicesima piazza. Quattodicesimo era il compagno dell'elvetico, Alguersuari, il cui ritmo inchiodava letteralmente Sutil, Fisichella, Liuzzi, Trulli e Heidfeld (ultimo perché partito dai box). Romain Grosjean invece si era già ritirato per un problema ai freni. Colpo di scena al primo pit-stop di Rosberg: il tedesco arrivava troppo lungo all'uscita della pit-lane e tagliava senza mezzi termini la linea bianca: per lui il drive-through era punizione inevitabile, resa ancora più amara dall'intervento della safety-car. Sutil infatti, nel vano tentativo di superare la Toro Rosso dello spagnolo, finiva in testacoda e stupidamente ripartiva senza aspettare che fosse passato Heidfeld: l'incolpevole pilota tedesco doveva ritirarsi così come il connazionale della Force Inida, che però verrà giudicato nelle prossime ore.

Hamilton approfittava del parapiglia per riprendere la testa della gara davanti a Vettel, alle cui spalle ora c'era Glock. Alonso, quarto, teneva a bada Barrichello, Kovalainen e Button, mentre Webber, dopo una disperata sosta ai box, finiva fuori per la rottura dei freni. Vettel la combinava grossa superando il limite di velocità all'interno della corsia dei box: anche per lui penalità drive-through e lotta per il successo compromessa irrimediabilmente. Hamilton poteva così condurre senza patemi la McLaren-Mercedes alla seconda vittoria stagionale, davanti all'ottimo Timo Glock e a Fernando Alonso. Vettel riusciva a limitare i danni, nonostante le numerose imprecisioni, tagliando per quarto la bandiera a scacchi. In quinta posizione nel frattempo si consumava il dramma di Barrichello: il pilota brasiliano, rientrato inspiegabilmente molto prima del leader della classifica (e compagno di squadra), perdeva il buon vantaggio accumulato prima della seconda sosta e contestualmente anche un prezioso punto a favore di Jenson Button. Sorte simile anche per Kovalainen, relegato al settimo posto, mentre per l'accorto Kubica c'era un punto iridato come consolazione. Alle sue spalle erano rinvenuti i battaglieri platonici Nakajima e Raikkonen.Dopo Rosberg, 11mo, i tre italiani Trulli, Fisichella e Liuzzi, ultimo classificato. Le due Toro Rosso infatti si erano ritirate poco prima in contemporanea.

A tre gare al termine si delinea sempre più la classifica iridata: Button compie un buon passo in avanti guadagnando un punto sul compagno/rivale Barrichello, favorito probabilmente anche dal team Brawn. Vettel ha dalla sua parte solo la matematica, visto che dovrebbe recuperare 26 punti in tre gare per agguantare il numero 1. Medesima situazione in graduatoria costruttori, con le ruote della Brawn già saldamente sopra l'iride. Prossimo appuntamento tra una settimana il gradito ritorno a Suzuka, in Giappone, dove Button potrebbe già festeggiare il successo.


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